I dati dell’Osservatorio Prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico confermano che a Napoli e in Campania i prezzi dei beni di consumo di prima necessità sono tra i più bassi d’Italia, con una media notevolmente inferiore rispetto a tante città del centro e del nord. E’ una notizia positiva per le tante famiglie che, soprattutto in Campania e nel Mezzogiorno, fanno più fatica ad affrontare la crisi.
Negli ultimi mesi dello scorso anno, la situazione era ben diversa: i prezzi erano in forte aumento in tutto il Paese, e la nostra regione era tra quelle dove l’inflazione mordeva di più. Decidemmo allora di metterci attorno a un tavolo insieme ai rappresentanti delle associazioni dei consumatori, dei sindacati, dei produttori, dei distributori, della grande e della piccola distribuzione per dare vita a delle misure (4 panieri regionali con prezzi scontati e bloccati) che permettessero di contenere il lievitare del carovita. Su questo fronte, un ruolo importante è stato svolto anche dalla promozione della filiera corta, e cioè dalla vendita dei prodotti agricoli direttamente dal produttore al consumatore, iniziativa che ha riscosso un notevole successo.
Se oggi a Napoli e in Campania ci sono i prezzi più bassi d’Italia è anche perché in questi mesi istituzioni, produttori, grande e piccola distribuzione, forze sindacali hanno collaborato intensamente tra loro, producendo risultati concreti a favore dei cittadini, specialmente delle famiglie meno abbienti. Grazie anche a questo impulso, in Campania il mercato dei beni di prima necessità sembra essersi allineato alle attuali disponibilità economiche dei cittadini.
Su questo fronte bisogna andare avanti, perché la crisi è tutt’altro che finita. Per questo siamo fortemente impegnati anche sul fronte del welfare – integrando il reddito dei lavoratori in CIG e mettendo a disposizione risorse per sostenere i mutui e gli affitti delle famiglie i difficoltà – oltre che su quello dello sviluppo. Incentivare l’economia stando al fianco dei più deboli: è questa la nostra assoluta priorità per fronteggiare la crisi in atto.

