Grazie, maestro

A.B.
30-04-2009 | 17:55
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Domani, 1 maggio, il maestro Muti dirigerà l’orchestra dei Berliner al Teatro San Carlo. Sarà un grande evento culturale, ripreso e diffuso da tante tv europee e giapponesi, che darà un contributo importante all’azione di rilancio di Napoli e della Campania. Voglio ringraziare con affetto Riccardo Muti, testimonial veramente globale della nostra cultura musicale, per questo ennesimo atto d’amore verso Napoli, la Campania e i suoi tanti cittadini e lavoratori. Un atto d’amore, per quanto mi riguarda, doppiamente straordinario perché dedicato a Napoli e ai milioni di uomini e donne dal cui lavoro di tutti i giorni dipende il futuro del nostro Paese. “Ho scelto Napoli – ha detto Muti mentre a Berlino era impegnato nelle ultime prove – per dare un segno forte sul prestigio della città, culla di una civiltà musicale diramatasi sulle scene europee tramite compositori e interpreti di straordinaria rilevanza; e per mostrare al mondo il teatro partenopeo, da poco rinnovato, in tutta la sua bellezza”.

Le parole del maestro spiegano con chiarezza quanto la cultura sia una risorsa indispensabile per lo sviluppo di Napoli. Nel corso di questi anni abbiamo fortemente investito su questo fronte, ottenendo importanti risultati: penso al Festival Nazionale del Teatro, manifestazione di livello internazionale di cui Napoli è ormai sede stabile, alla rete dei musei antichi e nuovi come il Madre e il Pan, ai 65 milioni di euro investiti per restaurare da cima a fondo il San Carlo, al Forum delle Culture che vedrà protagoniste Napoli e la Campania fino al 2013. Sempre in queste ore a Los Angeles si inaugura la mostra su Pompei che già l’anno scorso, a Washington, attirò decine di migliaia di visitatori. La Regione collabora attivamente con questa iniziativa, organizzando un concerto di Michele Campanella e una mostra di manoscritti di grandi artisti napoletani del 700. La cultura è uno dei volti più belli e positivi di Napoli e della Campania, capace di creare progresso ed occupazione, oltre che coscienza civile e sociale. L’omaggio di Muti arriva in un momento di grave crisi economica e contribuisce a dare nuova centralità al tema del lavoro e dello sviluppo economico e sociale. Questo primo maggio deve rendere tutti più consapevoli che un vecchio ordine economico è saltato, che le speculazioni finanziarie servono solo ad arricchire pochi potenti, e che solo un’economia basata sul lavoro produttivo e culturale può aprire una nuova stagione di ripresa. Su questa strada forze sociali, politiche e imprenditoriali devono stringere un patto per lo sviluppo che riguardi prima di tutto il Mezzogiorno.

Ospedali e rischio vulcanico

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30-04-2009 | 11:32
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di Giuseppe Vergara

Sono Giuseppe Vergara, dirigo da circa cinque anni il reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale Maresca, Torre del Greco. Sul Vesuvio, non alle falde del Vesuvio, ma proprio sul monte, sotto il cratere principale. Le scrivo in merito alla particolare situazione di rischio sismico ed eruttivo in cui si trova questo ospedale e alle polemiche apparse sulla stampa locale e nazionale sull’Ospedale del Mare (quello sì, alle falde del Vesuvio). Leggi tutto »

Regione, dirigenti e concorsi

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30-04-2009 | 10:44
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di Mariasilvia Rossi

Egregio Presidente, dopo i suoi autorevoli interventi nei mesi precedenti in favore della legalità e in favore delle assunzioni in Regione mediante concorsi pubblici, di fatto abbiamo visto tutt’altri comportamenti da parte della Giunta e dei Consiglieri. Leggi tutto »

Termovalorizzatori, ma qui nessuno parla?

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30-04-2009 | 10:37
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di Adriana A.

Berlusconi vuole mettere altri quattro “cancrovalizzatori” in Campania e nessuno dice niente. Va pure di fretta il capo. Qui si pensa a fare guerra al comune, al governatore, al sindaco e ai suoi assessori e nessuno si preoccupa di fermare il presidente del consiglio. Bravi, continuate così.

La Sita? Tante disfunzioni

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30-04-2009 | 10:31
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di Pino Dimmy

Caro Governatore, che vergogna nel pomeriggio di qualche giorno fa all’Immacolatella; sotto la pioggia tantissime opersone aspettavano gli autobus della SITA e nessuno li avvertiva che per lo sciopero del porto i bus non entravano nell’Immacolatella! Dalla biglietteria nessun avviso, dai controllori che in genere stazionano in auto presso i bus nessun avviso e la gente ad aspettare e a infradicirsi. La SITA assorbe tantissimi fondi regionali e i suoi servizi lasciano molto a desiderare anche nella normalità: sporcizia, ritardi ecc. Una strigliata a chi dovrebbe controllare dovrebbe farla.

La festa di liberazione non è retorica

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30-04-2009 | 10:26
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di Lino d’Antonio

Per tanti, fortunatamente, il 25 Aprile non è un rituale stanco e formale, di pura retorica. Ecco perché tale ricorrenza non può prescindere dal contesto del presente così affannato e penoso. Reso ancor più grave dalla grave congiuntura economica e da un luttuoso evento naturale quale il terremoto in Abruzzo, intorno alle quali cose si specula e si sciacalleggia per meri fini di parte.
Anche l’afflato preoccupato di intere categorie di cittadini di fronte alla crisi ed il dolore aspro e composto di una parte d’Italia, entrano nella grande ed ingannevole kermesse mediatica, che purtroppo cadenza ogni attimo della vita nazionale.

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