di Lino D’Antonio
In queste ore umanamente mi sento molto vicino alle popolazioni d’Abruzzo, essendo io napoletano e ben ricordando il dramma del terremoto del 23 novembre 1980, che provocò molte vittime anche nella mia città. In quella occasione usufruimmo della solidarietà nazionale e risalimmo dal baratro. Dico questo perché trovo nobile la scelta politica dell’opposizione di pensare in primis ai bisogni ed alla disperazione di coloro che così tragicamente sono stati colpiti da questo sisma, lasciando da parte ogni opportunismo politico.
Eppure, nel mentre nutro sincera ammirazione per tale posizione, forse per effetto di una mia irrefrenabile dietrologia, non riesco ad accettare per intero “la sincerità” del premier e dei suoi. Al di là dei doverosi compiti istituzionali, credo che la destra, stia eccedendo in esposizione mediatica. Non c’è programma televisivo, a tutte le ore del giorno, in cui non compaia un esponente del PdL, che arringa una platea del tutto cristallizzata. E ciò mi porta a pensare e a dire, pure a rischio di essere impopolare e di ricevere biasimo, che costoro stanno approfittando del dolore e della tragedia, per fini molto meno nobili, ovvero stanno in campagna elettorale (europee ed amministrative) pure a fronte del terremoto.
Una vera e propria occupazione militare, un regime mediatico dove ormai il “duce” si presenta senza pudore in maglia nera in bella mostra. Non ho timore a dire che dietro una finta bonomia, si nasconde lo sciacallaggio politico!
Quindi, il terremoto, una sciagura per gli abruzzesi ed una manna dal cielo per la destra al potere. E pensare che le lacrime di coccodrillo di costoro scivolano sulle brutture edilizie permesse dai loro tanti condoni edilizi, che rendono ancor più gravi sciagure naturali.
Sono disgustato e nello stesso tempo impotente di fronte a tanto scempio.
Per concludere, annoto che il Presidente della Repubblica non si è recato nella zona colpita dal sisma, così come fece Pertini, il quale prontamente visitò l’Irpinia così colpita. Non credo sia giusto, da un punto di vista istituzionale, lasciare la scena per intero alla soubrette Berlusconi. Anche gli esponenti delle varie forze di opposizione devono farsi vedere da quelle parti.

