Oggi a Pomigliano hanno manifestato migliaia di lavoratori e di cittadini preoccupati per il futuro dello stabilimento Fiat e dell’indotto. Un insediamento fondamentale per il sistema manifatturiero campano. Credo che guardando le immagini del corteo la stragrande maggioranza degli italiani si senta oggi accanto a quegli operai e alle loro famiglie. Sono lavoratori che vengono da mesi di cassa integrazione e che ora vedono aggravarsi i loro timori di fronte al fatto che gli incentivi statali non riguardano i modelli in produzione nella fabbrica campana.

La loro preoccupazione è oggi più forte e più amara dopo che nei mesi scorsi Pomigliano aveva saputo raccogliere una sfida impegnativa. L’azienda aveva chiesto a tutti di acquisire nuove competenze e di cambiare il modo di lavorare. Così a Pomigliano si sono messi in gioco e hanno dato vita a una profonda riorganizzazione dei processi produttivi. Questa sfida di innovazione è stata vinta. Poi è scoppiata, e in modo forte, la crisi. In tutti questi giorni, nell’incontro di mercoledì con le rappresentanze sindacali di fabbrica e con il corteo di oggi, i lavoratori hanno dimostrato tutta la loro consapevolezza della gravità della situazione e la loro volontà di dare un contributo per costruire un nuovo futuro produttivo per Pomigliano.

In queste settimane e oggi i lavoratori hanno dunque fatto propria anche la sfida della responsabilità. A maggior ragione è dovere di tutti essere dalla loro parte. Di tutte le istituzione, nazionali e locali. Noi integriamo il reddito degli operai Fiat in cassa integrazione attraverso l’offerta di attività formative e vogliamo fare la nostra parte fino in fondo affinché l’azienda e il governo nazionale, con la nostra piena collaborazione e condivisione, restituiscano una giusta prospettiva a una realtà che rappresenta un insostituibile patrimonio produttivo e civile del Mezzogiorno.

Di questo ho parlato stasera con Luca di Montezemolo e nei prossimi giorni incontrerò i vertici Fiat per fare andare avanti una strategia condivisa per Pomigliano.