di Aurelia del Vecchio

Noto, senza alcuna condivisione, anzi con riprovazione, che Bruno Vespa ha riproposto su “Il Mattino”, così come ha fatto in TV, una semplificazione della vicenda Englaro, che per precisa e non encomiabile scelta governativa è diventata preminente fatto politico. Mentre avrebbe dovuto conservare i contorni di una dolorosissima vicenda umana, degna di considerazione verso una famiglia nella tragedia da ben 17 anni.

Ridurre quindi l’evento al rango di “una polemica molto schematica tra la vita e la morte”, come fa Vespa, porta la manipolazione mediatica ad uno dei suoi punti più bassi e deprecabili, a beneficio di una sola parte politica e alle pretese delle gerarchie vaticane. Quanto da me affermato non è una illazione o cattiva interpretazione, ma corrisponde invece ad un disegno politico preciso, lontanissimo dalla umana pietas, esternato dal Presidente del Consiglio; è lo stesso giornalista a scrivere con assoluto candore che Berlusconi non vuole sentirsi più sotto la tutela del Quirinale.

Eccolo il nocciolo vero della questione! Eccole, fattesi palesi, tutte le preoccupazioni espresse da più parti per la deriva illiberale, a cui sembra destinato il nostro Paese.  Di sicuro sconcerta che Vespa, un giornalista che si propone come uno di quelli di “spessore”, guardi con naturalezza a un Berlusconi impaziente di porsi fuori dalla Costituzione repubblicana, vanificandone valori e regole. E’ da ricordare che proprio nei confronti della Costituzione non esistono alibi e non possono esserci etichettature ideologiche per denigrarla, in quanto essa non ha colore politico e tutela tutto il popolo italiano.

Conforta la forte mobilitazione in atto in tutto il territorio nazionale a difesa della Carta e la grande vicinanza di milioni di cittadini al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.