di Lino d’Antonio
Ci sono posti nel mondo, veri e propri supermercati, dove si vendono a iosa progetti destabilizzanti, idee per colpi di Stato, tecniche per realizzarli. Forse colà agognerebbe far spesa Berlusconi, ma la premessa è che i suddetti progetti possono attuarsi solo presso popoli poco assuefatti all’idea della libertà e per i quali si tentano di chiudere ancora per lungo tempo eventuali spiragli. Allora, proprio per la presenza in Italia di un tipo come Berlusconi, bisogna infilare un metaforico termometro nella società italiana e misurare lo stato di salute della nostra democrazia. Per appurare se il “berlusconismo” abbia arrecato danni irreversibili, o se sia possibile, in un medio termine, il ritorno ad una piena agibilità.
Nell’assoluta necessità di capire, per meglio agire, bisogna prendere in mano il bandolo della matassa della di lui strategia più elusiva e sfuggente. Perché gli intendimenti finali sono ben chiari e vanno nel senso dell’appropriazione di un potere assoluto, pure adducendo il capo della destra, come unico mezzo della sua ascesa, il libero arbitrio del popolo sovrano. E questo tutti sappiamo che è vero solo parzialmente e che la competizione fino ad adesso è stata impari e falsata, trovandoci alla presenza di uno dei più grandi proprietari di media, che, senza alcuno schermo protettivo per il Paese, si è proposto come capo politico e capo del governo.
Quindi, un programma, quello berlusconiano, che implica il dominio su ogni ganglio della vita pubblica. Il che, se sarà reso realizzabile, porterà il nostro a liberarsi di ogni lacciuolo e impedimento, che lo possano intralciare. A cominciare dalla Costituzione repubblicana e dalle figure istituzionali, che la tutelano. In tal senso abbiamo assistito sgomenti a dichiarazioni e linguaggio del Presidente del Consiglio fuori da ogni costume etico della politica tradizionale, proprio contro la Carta e contro il Presidente della Repubblica nei giorni del caso Englaro. Ma, attenzione! Qui vengono messe in discussione, con una legiferazione a colpi di maggioranza e con una intromissione cattolica inaudita e mai vista, le scelte e le libertà, che naturalmente competono ai singoli individui.
Infatti, agli atti abbiamo una punitiva e selettiva legge sulla procreazione assistita e dettami iniqui, che impediscono la ricerca scientifica intorno a malattie devastanti e ancora senza risposte. Al momento c’è il rischio che il “testamento biologico”, che questa destra vuole attuare, delimiti oltremodo proprio la libertà individuale di ciascuno, lasciando a terzi (ovvero un opprimente Stato clerico-fascista) la decisione finale sulla propria vita. Ciò con la complicità non secondaria di settori del PD, che usano il loro presunto problema di coscienza, anche come arma di ricatto e di lotta politica all’interno del partito.
Tutto dunque, sotto il controllo dell’occhio del “grande fratello governativo”. Ed il risultato potrebbe essere un nulla di Paese, nell’impossibilità totale di pensare in proprio, valutare il presente e decidere del proprio futuro. Senza alcun tipo di storia alle spalle. Eppure, se ben riflettiamo la tattica usata da Berlusconi e dai suoi sodali non è particolarmente sopraffina e può nomarsi “quella della normalizzazione del giorno dopo”.
Il Presidente del Consiglio sbraita, impreca, dice cose fuori dalla grazia di Dio, per poi l’indomani smentire il tutto e normalizzare così la collettività nazionale, postasi in allarme. Con l’effetto di normalizzare in tal guisa soprattutto gli avversari politici, nonché ogni iniziativa messa in campo contro di lui, magari il giorno dopo le sue incaute parole. E nonostante la gravità di questi accadimenti, permane un clima quasi di benevolenza, di comprensione e di giustificazione in quanto il personaggio è fatto così. Rimane comunque la gravità di un capo di governo che apertamente mente, sapendo di mentire, e mentre mostra egli il falso viso della benevolenza da pater familias, i suoi giornali e quelli a lui contigui rovesciano ingiurie e calunnie su coloro che dissentono dal padrone e sullo stesso Presidente della Repubblica, in una sorta di scellerato “gioco delle tre carte”.
Ecco perché non si deve indugiare ed indulgere verso Berlusconi neanche la frazione di un secondo! Ecco perché devono essere senza interruzione la critica costante e minuziosa, la mobilitazione continua, la proposizione di un progetto alternativo di società, la denuncia alta e forte sui rischi che si corrono, la lotta per il perdurare di un nostro vivere pacifico, la forza nel ribadire il concetto di solidarietà, senza razzismo e xenofobia, la difesa ad oltranza della Costituzione e della matrice antifascista della nostra Repubblica!

