di Silvio Campione

A proposito della crisi che sta attraversando lo stabilimento di Pomigliano, credo che il problema sia a monte: la Regione Campania, e in particolare l’assessorato alle attività produttive, non ha mai incontrato il management della casa torinese per avviare signifcativi contratti di programma. Cosa che invece hanno fatto le altre regioni, in prima fila il Lazio (che è stato premiato spostando da Pomigliano a Cassino la produzione della futura 149) e il Piemonte (la piccola Alfa Mito viene prodotta a Mirafiori mentre una logica di marchio l’avrebbe voluta a Napoli).

D’altra parte è ben chiaro (e la vicenda Chrysler-Fiat lo conferma) che l’attuale ad Marchionne è molto sensibile agli interventi di Stato e una collaborazione pubblica è di conseguenza sempre la benvenuta. Se si è raggiunto un accordo con la casa americana è perchè alle spalle di Chrysler c’è il governo Usa. Ora, gentile Presidente, perchè la Regione Campania non ha concluso prima fruttuose alleanze con la Fiat, quando c’era la massima disponibilità da parte dei vertici torinesi? Perchè Palazzo Santa Lucia se ne ricorda solo adesso, quando ormai è troppo tardi e l’impianto napoletano è pronto per un cambio di destinazione, già previsto nel piano Fiat? Le ricordo le parole di Marchionne: “In Polonia produciamo in un solo impianto 400 mila auto l’anno. In Italia in cinque impianti ne facciamo 600 mila. Questo è offensivo”. A lei le conclusioni.