Per il futuro di Pomigliano

A.B.
27-02-2009 | 19:10
2.151 commenti »

Oggi a Pomigliano hanno manifestato migliaia di lavoratori e di cittadini preoccupati per il futuro dello stabilimento Fiat e dell’indotto. Un insediamento fondamentale per il sistema manifatturiero campano. Credo che guardando le immagini del corteo la stragrande maggioranza degli italiani si senta oggi accanto a quegli operai e alle loro famiglie. Sono lavoratori che vengono da mesi di cassa integrazione e che ora vedono aggravarsi i loro timori di fronte al fatto che gli incentivi statali non riguardano i modelli in produzione nella fabbrica campana.

La loro preoccupazione è oggi più forte e più amara dopo che nei mesi scorsi Pomigliano aveva saputo raccogliere una sfida impegnativa. L’azienda aveva chiesto a tutti di acquisire nuove competenze e di cambiare il modo di lavorare. Così a Pomigliano si sono messi in gioco e hanno dato vita a una profonda riorganizzazione dei processi produttivi. Questa sfida di innovazione è stata vinta. Poi è scoppiata, e in modo forte, la crisi. In tutti questi giorni, nell’incontro di mercoledì con le rappresentanze sindacali di fabbrica e con il corteo di oggi, i lavoratori hanno dimostrato tutta la loro consapevolezza della gravità della situazione e la loro volontà di dare un contributo per costruire un nuovo futuro produttivo per Pomigliano.

In queste settimane e oggi i lavoratori hanno dunque fatto propria anche la sfida della responsabilità. A maggior ragione è dovere di tutti essere dalla loro parte. Di tutte le istituzione, nazionali e locali. Noi integriamo il reddito degli operai Fiat in cassa integrazione attraverso l’offerta di attività formative e vogliamo fare la nostra parte fino in fondo affinché l’azienda e il governo nazionale, con la nostra piena collaborazione e condivisione, restituiscano una giusta prospettiva a una realtà che rappresenta un insostituibile patrimonio produttivo e civile del Mezzogiorno.

Di questo ho parlato stasera con Luca di Montezemolo e nei prossimi giorni incontrerò i vertici Fiat per fare andare avanti una strategia condivisa per Pomigliano.

Perché non fare il Comune unico di Ischia?

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26-02-2009 | 18:38
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di Giovan Giuseppe Mazzella 

Sono un antico socialista riformista e vivo ad Ischia.  Ho sempre votato per lei. Che errore!
Faccio per hobby il polemista sul ‘Golfo’, quotidiano delle isole di Ischia e di Procida. Sono informato della sua azione, diciamo, politica.

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Caro Civati, al nord si perde, ma i rifiuti non c’entrano

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26-02-2009 | 18:00
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di Lino D’Antonio 

Gentile Civati,
leggo su “La Repubblica” la sua intervista rilasciata a Curzio Maltese e rimango sconcertato. Infatti, se lei rappresenta il ‘nuovo’ delle nuove generazioni, che si affacciano alla politica, credo che non ci sia un futuro per il PD, tale è l’ovvietà della sua proposizione politica. Con in più l’aggravante di proporre l’idea di un ‘partito-padrone’, che impone veti ed interferisce su quanto sancito dagli elettori.

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Perché non sfruttare la colmata?

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26-02-2009 | 17:42
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di Isabella Guarini

Egregio presidente Bassolino, è la prima volta che le scrivo attraverso il blog, perché non amo rinchiudermi nel settarismo e penso che si debba cambiare idea quando le ragioni del bene comune lo richiedano. Al momento della chiusura dell’Italsider di Bagnoli ho sostenuto il ripristino della linea naturale di costa. Ma viste le contraddizioni nelle scelte, che si sono susseguite in venti anni, come la permanenza sulla costa di Città della Scienza ed altro, due anni fa circa ho indicato l’inopportunità, ai fini ambientali, di eliminare la famosa colmata. Leggi tutto »

Jesce sole

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26-02-2009 | 16:25
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di Rosario Cuomo

Ad un anno da quella corsa sotto la pioggia, con il grido finale di Jesce sole, nel chiederti di commentare quel grido di dolore dopo 365 giorni, ti rinnovo il testo della canzone , come auspicio per il futuro di tutti noi, invitandoti ad una riflessione su cosa è successo e su cosa bisogna fare ancora.

Chanson: Jesce Sole

aspettanno a chi
cunzumanno juorne e lune
senza vivere
pure si me sbatte ‘o core
e paralanno a chi
nun me sente chiu’ nisciuno
sempe a correre
tutte macchine e persone
annullate din’a stu tiempo
so’ carne e ossa vacante
so’ comm’e chiese ‘e dummeneca
addo’ nun credono ‘e sante
rit. .jesce sole, jesce sole
sott’a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo’ nun se magna
miette mmiezz’o pane
‘na carezza a cumpagna
(musica)
dint’e mane ‘e chi
‘e lassamm’e figlie nuoste
senza regole
‘ncopp’a chisti fili atomici
cundannate senza fa’ niente
‘mmiezo a stu munno vacante
a scanza’ ‘e fuosse ‘e stu secolo
a cammena’ cu a speranza
rit. .jesce sole, jesce sole
sott’a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo’ nun se magna
miette mmiezz’o pane
‘na carezza a cumpagna
addo’ me pierde
addo’ me vai scurdanno
inutilmente
tu che daie cchiu’ senso
a tutto ‘o niente
tu che faie parla’ ‘o viento
sceta ‘o silenzio pe’ mme
spec. jammo ja’, nun putimmo aspetta’
jammo ja’
nun ce basta cchiu’ a musica,
nuje vulimmo cagna’ sta vita subito
nun putimmo aspetta’ ‘e suonne e’e
nummere
rit. .jesce sole, jesce sole
sott’a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo’ nun se magna
miette mmiezz’o pane
‘na carezza a cumpagna
addo’ me pierde
addo’ me vai scurdanno
inutilmente
tu che daie cchiu’ senso
a tutto ‘o niente
tu che faie parla’ ‘o viento
sceta ‘o silenzio pe’ mme
spec. jammo ja’, nun putimmo aspetta’
jammo ja’
nun ce basta cchiu’ a musica,
nuje vulimmo cagna’ sta vita subito
nun putimmo aspetta’ ‘e suonne e’e
nummere
rit. .jesce sole, jesce sole
sott’a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo’ nun se magna
miette mmiezz’o pane
‘na carezza a cumpagna
rit. .jesce sole, jesce sole
sott’a muntagna
siente stu penziero
siente comme se lagna
jesce sole, jesce sole
addo’ nun se magna
miette mmiezz’o pane
‘na carezza a cumpagna

E’ stato giusto resistere per ritornare alla politica

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26-02-2009 | 16:15
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di Michele Inserra

Caro Presidente, confesso che anch’io sono stato tra quelli che ad un certo punto ha pensato che le tue dimissioni ci avrebbero aiutato a recuperare terreno per le elezioni politiche. Ho ammirato “grandemente” la tua capacità di resistenza di fronte a tutti quegli attacchi e ho dovuto ammettere che una persona normale avrebbe ceduto di schianto. Un cavallo di razza, che guida con la barra dritta, invece no! Leggi tutto »

Pensiamo non solo al Pd, ma ad una Sinistra unita

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26-02-2009 | 14:36
1 commento »

di Lino D’Antonio

Diceva Vincenzo Cuoco, nel suo saggio sull’esito non felice della rivoluzione partenopea del 1799, che le rivoluzioni sono come le vesti: quelle che van bene per un popolo in particolare, non possono andar bene per tutti gli altri. Tale affermazione in quanto convinto egli che la rivoluzione partenopea fosse fallita, perché pedissequamente costruita sul modello di quella francese, non tenendo in alcun conto, i patrioti napoletani, le differenze profondissime tra il popolo di Parigi e quello di Napoli. Leggi tutto »

Fiat di Pomigliano, mi congratulo con la Regione

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25-02-2009 | 19:56
2 commenti »

di Enrico Arcone

Carissimo presidente, le scrivo per congratularmi sia con lei sia con chi è stato partecipe della manovra “finanziaria” attuata nei confronti di coloro che oggi subiscono sulla pelle l’emergenza della Fiat. Mi sento in dovere di farlo per diversi motivi: uno dei tanti è dovuto al fatto che vivo a Pomigliano d’Arco e quindi, sia in veste di cittadino che di giovane, mi sento in dovere di non restare indifferente a ciò che sta accadendo. Il mio paese rappresenta una delle più grandi realtà industriali del Mezzogiorno, visto che dà lavoro ad oltre diecimila persone. Purtroppo, l’attuale governo è interessato ad altro; di conseguenza l’amministrazione regionale è dovuta intervenire con il proprio contributo mirato soprattuto ad ammortizzare la condizione economica degli operai in cassaintegrazione e a rischio di licenziamento. Rinnovo le mie congratulazioni e le faccio i mie più cari auguri di buon lavoro. Nessuno dovrà pensare di vincere facilmente in Campania.

Sanità: ma come fanno a resistere i privati?

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25-02-2009 | 19:45
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di Raffaele Liguoro

Caro Antonio, scusa se mi permetto di darti del tu, ma ti ho sempre ritenuto una persona speciale e capace come nessuno di fare politica. Credo senza dubbio che il politico Veltroni dovrebbe venire a lezione da te. Non mi prolungo perchè queste cose già te le ho scritte il 10 febbraio. Mi spieghi per favore come la pensi sulla questione della legittimità costituzionale dell’articolo 25 della Legge finanziaria regionale, che rende impignorabili i beni delle aziende sanitarie in presenza di atti ingiuntivi per mancati o ritardati pagamenti? Questa volta si è esagerato a mio avviso; questo non è il modo giusto per risolvere i problemi della sanità, mandando allo sbando un settore, quello privato, che non può sostenere da solo il ritardo biblico delle Asl. Un tuo sostenitore da sempre. Resto in attesa di una risposta.

A quando la mia indennità?

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25-02-2009 | 19:34
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di Loredana Iovine

Io, invalida al 100 per cento, ho una figlia di 23 anni down e l’altra con epilessia come me. Va be’, non e’ mica colpa sua, ma dico: non ci togliete anche quel po’ di respiro; dov’è la mia indennità? Sono passati 4 anni e sto ancora aspettando. E poi mia figlia ha passato la visita per il famoso ex art. 26 11/84. E’ stata rivisitata all’Asl di Napoli nel 2003, ma non esce nella gradutoria e nemmeno in quella degli esclusi. Allora mi chiedo: la commissione che ne ha fatto di quella visita? Sarebbe il caso che tutti facessero appello alla propria coscienza.

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