di E. L.

Noi credemmo che si potesse fare, anche se lo slogan era ed è ancora effettivamente sempre più moscio. Siamo testardi e crediamo ancora che si possa fare, ridando voce al partito delle primarie e delineando una linea politica chiara (oggi inesistente), che solo un congresso può aiutare a definire.

La gestione o meglio la stagione di Walter volge al termine. Meglio fare la tv. Sul caso Villari si è troppo sgamato, destra e sinistra uniti nel ribaltamento delle più semplici regole costituzionali fino ad arrivare al boicottaggio della intera commissione di vigilanza, pressioni e comportamenti gravi, quasi ad ipotizzare il reato di interruzione di servizio pubblico a firma del Parlamento Italiano.

Evidentemente il “buonista” Weltroni, nonostante gli innumerevoli inviti alla cautela dell’ ex Presidente Marini, trova molto più interessante il suo lato intollerante. Ma l’erba voglio cresce solo nel giardino del Re. Qualcosa deve essere andato storto, era da tempo che Walter meditava il colpaccio di una sua entry sui media, è sempre stata la sua passione, un libro leggibile anche con le pagine strappate. Non a caso, già il 23 luglio del 2003, al tradizionale incontro con l’autore sul porto-canale di Rimini, Walter Veltroni, durante la presentazione del libro “Il Disco del Mondo”, la tragica storia della breve vita di un musicista Jazz Luca Flores, discuteva di politica e informazione con il padrino della presentazione. Indovinate chi era: era Sergio Zavoli. Ora, se questo era il desiderio del Capo, perchè si è preso in giro un galantuomo come Villari? Anzi rincaro la dose: perché si sono prese in giro le istituzioni del nostro paese?