di Marcello D’Ambrosio
La figura retorica chiamata preterizione consente di esaltare le caratteristiche positive di un fenomeno per negazione. Un’applicazione della preterizione può leggersi nelle vicende delle istituzioni napoletane e campane dell’ultimo anno: l’emergenza rifiuti nella sua veemenza mediatica consente, una volta superata, di apprezzare per contrasto tutto ciò che di buono è stato fatto dall’ente regione guidato da Antonio Bassolino.
Come fiori, ora spuntano dai rifiuti gli enormi sforzi del Governatore, della Giunta e del Consiglio regionali di questi anni. Come direbbe qualcuno più famoso di me: “Jesce sole”. Tuttavia la sfera di luce non consente ai girasoli di continuare a seguire l’astro nella speranza di arrivare fino alla scadenza naturale del mandato prevista per il 2010. L’ente regionale ha mostrato una ottima capacità nell’azione di pianificazione (penso ai trasporti), nell’incentivazione di comparti considerevoli dell’economia campana (penso all’agricoltura), nelle politiche sociali e giovanili.
Tuttavia il nodo rappresentato da sanità e fondi comunitari è ancora al di là da essere sciolto. Sanità di fatto commissariata, fondi spesi per lo più a pioggia o in maniera napolicentrica rappresentano un buco nero che attira verso sé ogni cosa. Ma il punto è un altro: se anche l’ordinaria amministrazione è stata portata avanti con cura e dedizione, manca il tassello fondamentale che permette alla politica di vivere e sopravvivere: la fiducia. La fiducia dei cittadini campani, in primis. La fiducia degli investitori, poi. E’ tempo di cambiare.

