di E. L.
Presidente Bassolino, avrà sicuramente notato che in queste ultime settimane si sono riaccesi i riflettori sulla sua persona e sul suo operato politico di questi 15 anni. C’è qualcosa che sfugge e che non torna. Lei, Signor Presidente, ha già dovuto ingoiare quel boccone amaro di una accusa di truffa ai danni dello Stato, con la sua storia politica istituzionale e umana riconosciuta da tanti e mai messa in discussione da nessuno, e ha dovuto sentirsi tutti i giorni oggetto di chi sa quale particolare interesse. Tutto questo è qualcosa di veramente insopportabile.
Questa insistenza non sembra solo giornalistica, ma anche e sicuramente politica; quell’intrufolarsi in vicende private in una ricerca affannosa di elementi; quasi una corsa contro il tempo che mira alla delegittimazione politica e giudiziaria di ciò che è stato, tra pregi e difetti, il “Bassolinismo” in Campania, anziché intensificare gli sforzi per realizzare una incisiva lotta al crimine organizzato e ai rapporti con la politica nella nostra regione.
Vi sono in Campania ancora atteggiamenti oltranzisti, che si pongono oggettivamente al di fuori del dibattito politico e della collaborazione istituzionale, corsi e ricorsi storici, ma la musica è sempre la stessa: a destra populismo e demagogia, sorretti da potenti mezzi mediatici, ne sono la rappresentazione plastica, a sinistra un Partito Democratico, dilaniato da dispute interne, incapace di dettare una seria e comune agenda di opposizione.
Un esempio? Ricorderete tutti quando fu contestato il governo Prodi dal centrodestra, definendo insultanti i provvedimenti presi in finanziaria per la polizia di stato. A guidare la protesta furono Gasparri e Casini; essi sfilarono insieme ai sindacati di polizia; eppure Prodi per quei contratti aveva impegnato 990 milioni di euro. Vediamo oggi cosa ci propone il centrodestra: registriamo innanzitutto con piacere un’inversione di marcia circa il giudizio sul governo Prodi da parte dell’on. Casini, anche se in quel tempo ne fu testa di ariete. Citando il tanto amato Alberto Manzi, diciamo che, per il bene del paese, non è mai troppo tardi.
Nell’attuale legge finanziaria, definita innovativa e rivoluzionaria, siglata da Tremonti, ci sono solo 550 milioni di euro per gli stessi contratti; inoltre, esistono tagli pari a 16 milioni per l’ordine pubblico, 15 milioni per gli straordinari, 4 milioni per la pulizia e ristrutturazione delle caserme, 2 milioni per le trasferte in materia di espulsioni di extra comunitari. Le cifre parlano da sole; ci risparmiamo quindi il giudizio sulla lotta intrapresa dall’on. Gasparri sul potenziamento delle forze di polizia.
L’operazione, pur significativa, dell’utilizzazione dell’esercito, tra l’altro già anticipata dal governo Prodi, rappresenta solo un’operazione di facciata, un’apparente prova muscolare dello stato, senza che essa possa incidere significativamente sulla lotta alla criminalità con particolare riguardo al caso campano della lotta anticamorra. Il territorio non è solo una area geografica composta da un delimitato spazio fisico, ma è anche una area politica dove esistono rapporti sociali, economici e politici, ed è in questi rapporti che lo stato ancora dimostra una timidezza preoccupante.
Lo ha scritto benissimo il giudice Cantone proprio qualche giorno fa: la sola opzione militare non riesce a chiarire il vero rapporto tra territorio e camorra, può intimidire certo, ma non riesce a svelare gli intrecci esistenti tra alcune attività imprenditoriali apparentemente lecite, la politica del consenso e il riciclaggio di danaro. Per attuare quindi un’efficace lotta, occorre dare alle forze dell’ordine tutti gli strumenti ed i mezzi finanziari per farlo, incrementando l’azione investigativa, coordinando gli interventi tra ministero degli Interni, Finanza e Difesa, con uno stato unito, senza indecisioni perchè terreno comune.
I rifiuti, lo dicevamo in pochi, non avevano un colore politico, eppure c’era sempre qualcuno o qualcosa che impediva una piena collaborazione. Oggi occorre sempre la stessa cosa: la collaborazione sia sui rifiuti che nella lotta alla criminalità organizzata, intensificando la conoscenza del fenomeno in modo da poterla combattere alla radice. Mai come in questo caso è utile ricordare gli Stati Uniti, soprattutto ora che con Obama si è felicemente ridimensionato un certo antiamericanismo, riabilitando la tolleranza zero. Il tema all’ordine del giorno è questo. Non sono certo le presunte lobby all’ombra del Vesuvio.

