Reagire alla crisi

A.B.
29-11-2008 | 17:46
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Sono tante le famiglie in difficoltà, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ un disagio che viene da lontano, da prima di questa crisi. In tutto il sud lo abbiamo percepito in modo più netto quando l’economia, tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000, ha ricominciato a rallentare la sua crescita, dopo una fase di sviluppo più intenso che al nord. Da quel momento si invertiva una tendenza e cambiava di segno anche la prospettiva di tanti genitori sulla vita dei loro figli. Si perdeva la convinzione che ogni generazione potesse spingersi più avanti di quella precedente sulla strada della crescita economica, culturale e sociale. Un sentimento che si è radicato negli ultimi anni anche in tanti giovani, come è emerso nella mobilitazione delle settimane scorse sulla scuola e sull’università.
E’ un quadro difficile, confermato oggi dalla Caritas regionale, che ha presentato il rapporto annuale sulla povertà. Una mappa ragionata delle situazioni di sofferenza rilevate attraverso le 4712 richieste di aiuto pervenute ai 28 Centri di Ascolto campani. Il disagio che ci descrive non è solo economico, ma è fatto di marginalità sociale e di fragilità dei legami e dei valori di riferimento. E’ la storia di tanti immigrati, ma anche di un numero ancora consistente di italiani.
A queste situazioni così difficili fa da sfondo una “normalità sociale” segnata da nuove tensioni e dai timori legati alla crisi economica in corso. Una crisi di fronte alla quale, fin dai mesi scorsi, ci siamo attivati lavorando col governo nazionale per concertare nuovi investimenti finanziati con il fondo per le aree sottoutilizzate e per far fronte al forte aumento delle richieste di cassa integrazione e mobilità nelle grandi e medie aziende meridionali. Sono fiducioso che su entrambi i fronti si possa intervenire efficacemente.

Al tempo stesso, però, non è possibile dimenticare l’incertezza di tanti lavoratori a termine che oggi non sanno se i loro contratti verranno rinnovati nei prossimi mesi. E’ una grande questione in tutta l’Europa e vede il nostro Paese in ritardo. Dopo anni di dibattiti accesi non si è ancora riusciti a varare una riforma degli ammortizzatori sociali che recepisca i cambiamenti profondi che hanno investito il mondo del lavoro. Di fronte alle minacce di questa crisi gli assegni per i lavoratori atipici varati dal Governo sono un primo passo. Come gli altri bonus introdotti ieri, assumono importanza soprattutto nelle situazioni più difficili. Ma la risposta nazionale alle difficoltà di oggi non può esaurirsi con iniziative una tantum incapaci di garantire equamente la dignità di tutti i lavoratori. E’ decisivo dunque riprendere l’iniziativa politica su questo fronte, mobilitando le migliori energie nei partiti, nelle università e nelle istituzioni per arrivare in fretta a misure che sono sempre più urgenti per tanti lavoratori e per le loro famiglie, che sono soprattutto nuove famiglie, con figli piccoli.

Infine, mentre si interviene per portare nuove forme di sostegno ai lavoratori regolarmente contrattualizzati, è fondamentale non arretrare nella battaglia contro lo sfruttamento, l’illegalità e il degrado delle condizioni di vita di tanti lavoratori migranti assorbiti dalla nostra economia, spesso in nero. Dobbiamo fare in modo che la crisi non si traduca per loro in un inasprimento delle condizioni già inaccettabili in cui spesso si trovano. In questo senso per prima cosa va garantito loro il diritto universale alla salute, che siano clandestini o no. Lo sottolineo perché sulla stampa e in parlamento circolano, a questo proposito, proposte restrittive a cui guardiamo con orrore e contro le quali siamo pronti a mobilitarci. E’ nostra volontà e nostro dovere impegnarci quanto più è possibile per evitare in tutti i modi che la crisi porti a nuove guerre tra poveri. Questa, assieme alle misure per l’innovazione e per il rilancio del nostro sistema produttivo, è oggi la nostra priorità.

C’era una volta un treno per Monaco che partiva da Napoli

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26-11-2008 | 14:21
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di Giancarlo Tiziano

Caro presidente, lei è uomo del Sud come me e sempre attivo sui problemi della nostra regione. Per questo io e la mia famiglia l’abbiamo votata. Lavoro per una società (Wasteels) che si occupa dell’accompagnamento notte dei treni internazionali; con precisione faccio l’addetto di bordo dei vagoni letto. Leggi tutto »

Bambini Rom, il sud del mondo è qui

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26-11-2008 | 13:31
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di Ilaria Tamaggio

Ci sono troppi bambini rom che chiedono la carità. Cosa si può fare? Ho appena chiamato i carabinieri (ancora una volta) per denunciare delle persone che di fronte casa obbligano due bimbe all’accattonaggio. Mi hanno risposto (di nuovo) che non possono fare niente, perché “hanno le mani legate” (queste le testuali parole). Si parla tanto del sud del mondo, ma il sud del mondo è qui. Che vergogna!

Soldi per le forze di polizia? Aveva fatto meglio Prodi

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26-11-2008 | 13:27
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di E. L.

Presidente Bassolino, avrà sicuramente notato che in queste ultime settimane si sono riaccesi i riflettori sulla sua persona e sul suo operato politico di questi 15 anni. C’è qualcosa che sfugge e che non torna. Lei, Signor Presidente, ha già dovuto ingoiare quel boccone amaro di una accusa di truffa ai danni dello Stato, con la sua storia politica istituzionale e umana riconosciuta da tanti e mai messa in discussione da nessuno, e ha dovuto sentirsi tutti i giorni oggetto di chi sa quale particolare interesse. Tutto questo è qualcosa di veramente insopportabile. Leggi tutto »

“Meglio Africani che Sudafricani”

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26-11-2008 | 11:49
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di Lino d’Antonio

Un lettore su “Il Mattino” si è lamentato del modo in cui Corrado Augias ha parlato, nella sua trasmissione “Le storie-Diario italiano”, di giorni fa, con ospite in studio il giornalista Antonio Capranica, della “africanità” della nostra città con riferimento all’epoca intorno al 1860. Leggi tutto »

Case nelle mani delle banche

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26-11-2008 | 11:42
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di Giuseppe Piazzolla

Siamo soci della cooperativa “Tommaso Esposito” di Acerra e abitiamo in un palazzo costruito 20 anni fa con un finanziamento ex-Casmez di circa due miliardi e mezzo di vecchie lire. I soci hanno anticipato una quota di 20.000.000 di lire pro-capite per l’assegnazione e hanno pagato una quota mensile di 200mila lire alla cooperativa, che ha esposto il fabbricato prima ad un mutuo bancario di 500 milioni di lire per la restituzione della quota non a fondo perduto da parte dei soci assegnatari
e poi a un altro mutuo di oltre un miliardo, non informando i soci soggetti al finanziamento.

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Bassolino a Tv Luna e Telenostra

Redazione
24-11-2008 | 18:48
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E’ andata in onda nei giorni scorsi sul circuito Lunaset un’intervista al Presidente Bassolino, realizzata da Franco Genzale, nella veste di moderatore, Ottavio Lucarelli (La Repubblica), Paolo Mainiero (Il Mattino), Simona Brandolini (Corriere del Mezzogiorno), Mario Pepe (Roma).

PARTE 1
sanità, unione industriali

PARTE 2
scuola, caso sole 24 ore, rapporti col governo

PARTE 3
giunta regionale, elezioni, congresso pd

PARTE 4
governo/opposizione, elezioni europee, alleanze pd, Madre, fondi Ue

Altro che Cina, la crisi viene dagli Usa

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21-11-2008 | 18:41
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di E. L.

Tremonti e le sue categorie del male. Un po’ più umiltà e impari dalla Cina. Questa crisi ha radici lontane ed è triste pensare che si sia sciupato in questo primo anno del governo di centrodestra, carente da sempre sul terreno dell’conomia, un tesoretto e due punti di Pil, accumulati dal precedente governo, senza restituire al paese reale nemmeno una quota parte del recupero fiscale tratto dalla efficace lotta alla evasione dei ministri Visco e Padoa Schioppa.

E’ però altrettanto triste, di fronte alle critiche condizioni in cui versa il nostro paese, ai critici scenari economici, all’acuirsi di conflitti sociali, con un governo che sconta gravissimi ritardi nell’affrontare la crisi, per adesso solo finanziaria, ma che presto toccherà purtroppo anche la cosiddetta economia reale, vedere Franceschini, vicesegretario del Pd, affrontare il tema dell’opposizione, dedicando addirittura una conferenza stampa su una ennesima gaffe del Cavaliere come se fosse una priorità, un’emergenza nazionale.

E’ toccato ancora una volta ad altri partiti riempire un vuoto che oramai rischia di diventare una voragine nella conduzione di una vera opposizione al governo da parte del Partito Democratico. Questa volta è toccato a Tabacci Udc dai banchi del Parlamento richiamare il ministro Tremonti ad un comportamento più rispettoso delle rappresentanze politiche, ricordandogli che non gli basterà più dire che tutto quello che è accaduto è accaduto per colpa dei due anni del governo Prodi, in quanto è una difesa ridicola.

La Cina sta facendo esattamente quello che avrebbe dovuto fare il governo italiano attraverso il suo ministro dell’economia e del tesoro Tremonti, il quale aveva annunciato che avrebbe tolto alle banche per dare ai poveri e ha finito per fare l’esatto opposto, cioè sostenere proprio le banche anche se lui parla di sostegno al risparmio degli italiani. Su Repubblica, sempre critica nei confronti della attuale maggioranza, da un po’ di giorni si tessono le lodi del ministro con una serie di articoli elogiativi, l’ultimo in sequenza è quello di Massimo Giannini che riconosce al ministro di aver previsto con grande anticipo e in modo chirurgico quanto stava per accadere nella economia mondiale globalizzata.

Io penso invece che sia sbagliata proprio l’analisi sulle origini della crisi oltre naturalmente le ricette per uscirne. Infatti, il libro di Tremonti è un vero atto di accusa alle distorsioni del mercato globale quasi tutte ricondotte alla responsabilità della Cina. Noi tutti sappiamo invece che la crisi è pervenuta dagli Stati Uniti e riguarda il mondo della finanza. Ditemi voi che centra la Cina? L’economia cinese è basata sull’export, come del resto anche il nostro paese per certi versi. In queste situazioni di recessione economica dei mercati internazionali essa si è accorta di non poter reggere quel tasso, quindi ha provveduto per tempo con un intervento definito eccezionale, mettendo nelle tasche del popolo cinese un po’ di soldi, tentando giustamente di riequilibrare la diminuzione delle esportazioni con un aumento interno dei consumi.

Se lo ha fatto la Cina con 1 miliardo e 200 milioni di persona abbiamo il dovere di farlo anche noi e subito, ma sinceramente credo che sul terreno dell’economia questo governo abbia tutte le carte in regola per farci rimpiangere Romano Prodi.

Mutuo casa: pessimisti no, realisti sì

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13-11-2008 | 20:23
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di Edoardo Merenda

Sono il responsabile per i mutui del gruppo bancario inglese Barclays e ho letto con interesse il post del 3 Novembre relativo alla difficoltà dell’amico Peppe di Salerno ad ottenere un prestito. Mi dico interessato, non tanto per il fatto che lui, come altri giovani, non sono riusciti ad ottenere il mutuo dalla loro banca, ma perché si lamentano con il politico di turno per avere quello che il mercato non offre facilmente. In pratica è come protestare contro il governo perché interceda su una azienda privata per garantire disponibilità del bene a chi non può permetterselo. Leggi tutto »

Firmiamo la petizione antifascista

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13-11-2008 | 20:06
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di Lino d’Antonio

Petizione popolare antifascita per iniziativa di un gruppo di lavoratori ex Ilva-Italsider di Bagnoli Napoli, unitamente a lavoratori dell’università Federico II.

Il meccanismo per scrivere al Presidente della Repubblica è semplicissimo: andare su Internet, indirizzare a https://servizi.quirinale.it/webmail, cliccare su La Posta ed appare una finestra sulla quale vanno scritti i propri dati personali e il testo della lettera (lo spazio a disposizione contiene esattamente il testo allegato – che va scritto tutto di seguito senza andare a capo – e la firma di chi scrive: non di più).

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