di Linda Brunetti
Per noi costretti a spostarci ogni giorno per lavorare , perchè la nostra regione non ci consente di lavorare a casa nostra. Voglio segnalare le modifiche apportate da Trenitalia, a decorrere dal 1 novembre 2008, alle regole che disciplinano gli abbonamenti mensili IC/ES/AV e che appaiono lesive dei diritti dei pendolari.
In particolare:
1. Per la tratta Roma/Napoli il prezzo dell’abbonamento AV è lievitato a 300 euro, senza alcun diritto al posto; per poter avere il posto garantito è necessaria una integrazione di 3 euro a viaggio, indipendentemente dal treno utilizzato (6 euro al giorno), per un totale su 20 giorni lavorativi di ben 420 euro. Fino al 30 ottobre il costo dell’abbonamento era pari a 161 euro, cui andava aggiunta una integrazione di 3 euro per ogni viaggio su AV e 2 euro per ogni viaggio su ES. Non è il primo aumento subito da noi pendolari, in quanto lo stesso fa seguito ad una serie di “piccoli ritocchi” avviati a partire da giugno 2002 in modo crescente. Eccoli: dal 11/1997 al 01/ 2000 costo abbonamento ES 320.000 lire (totale x 20 gg, lavorativi 165.27€); dal 01/2000 al 11/2000 costo abbonamento ES 339.000 lire (totale per 20 gg. lavorativi 175.07€); dal 11/2000 al 12/2000 costo abbonamento ES 352.000 lire (totale per 20 gg. lavorativi 181.79€); dal 01/2001 al 06/2002 costo abbonamento IC 146,67€ (totale per 20 gg. lavorativi 146,67€); dal 06/2002 al 12/2006 costo abbonamento IC 146,67€ + ticket di ammissione/prenotazione su ES pari a 1 euro a viaggio per 20 gg. A/R (totale per 20 gg. lavorativi 186,67€); dal 01/2007 al 06/2008 costo abbonamento IC 161,00€ + ticket di ammissione/prenotazione su ES pari a 2 euro a viaggio per 20 gg. A/R (totale per 20 gg. lavorativi 240,00€); dal 06/2008 al 10/2008 costo abbonamento IC 161,00€ + ticket di ammissione/prenotazione su AV (andata) pari a 3 euro e su ES (ritorno) pari a 2 euro (totale per 20 gg. lavorativi 261,00€); dal 01/11/2008 costo abb. AV 300.00€ + Ticket per prenotazione 3 euro a viaggio per 20 gg. A/R (totale per 20 gg. lavorativi 420,00€).
Nota bene: quando esisteva l’abbonamento ES la prenotazione del posto era gratuita e, comunque, vi erano delle carrozze riservate agli abbonati. Da Gennaio 2001 fino a Giugno 2002 tratta Napoli Piazza Garibaldi – Roma con abbonamento IC delle 6.14; da Giugno 2002 (soppresso IC 6,14) a Giugno 2008 utilizzo di ES 6.42; da giugno 2008 (soppresso ES 6,42) obbligo di usufruire dell’AV.
2. La prenotazione del posto non è più modificabile; ciò vuol dire che sarà impossibile effettuarla con anticipo per evitare di “perdere” i 3 euro legati alla prenotazione.
3. La prenotazione non sarà più effettuabile tramite Internet, ma solo in agenzia di viaggio, biglietteria o self service, come se un pendolare che già fatica per riuscire a coprire l’orario di lavoro, può perdere parte del suo tempo a fare le file, giornalmente, per avere diritto al posto. Viaggiare senza prenotazione nei periodi di massimo affollamento (festività, ferie), vuol dire viaggiare sicuramente in piedi e ciò credo che sia un grave disagio per chi quotidianamente affronta circa quattro ore di viaggio.
La strategia di Trenitalia sembra chiara: distogliere i pendolari dall’effettuare la prenotazione del posto (facendoli viaggiare in piedi come bestie), considerato che non tutti potranno permettersi un integrazione al costo dell’abbonamento di 6 euro al giorno, dato che ci sono pendolari che guadagnano circa 900 euro al mese e non possono regalare quasi il 50% dello stipendio a Trenitalia; in tal modo, Trenitalia riempie i treni, sia con i viaggiatori occasionali, che hanno l’obbligo della prenotazione, sia con i pendolari, che viaggiano in piedi.
Almeno sulla tratta Roma/Napoli, Trenitalia non ci offre alcuna alternativa ai treni AV, in quanto la mattina sono gli unici dei quali si può usufruire per arrivare alle 8,30 a Roma; infatti, gli unici IC partono in un orario in cui è impossibile raggiungere la stazione di Napoli Centrale con i mezzi pubblici e, comunque, arrivano tardi a Roma.
Inoltre, avendo diversificato gli abbonamenti AV/ES/IC e, prevedendo unicamente treni AV la mattina/andata, di fatto Trenitalia costringe i pendolari a stipulare l’abbonamento AV con il costo piu’ elevato, anche se per il viaggio di ritorno si usufruisce di treni di categoria inferiore, in quanto l’offerta di Trenitalia è più diversificata.
Tutto quanto sopra, a prescindere dalla circostanza che i pendolari non hanno mai diritto ad alcun rimborso del prezzo del biglietto e “subiscono” passivamente i continui ritardi dei treni, anche di quelli super pubblicizzati dell’AV. Da lunedì 20 ottobre a giovedì 23 ottobre, per esempio, il treno AV Napoli centrale/Roma delle ore 6,48 è arrivato in orario solamente il 22 ottobre.

