di Marcello D’Ambrosio

Caro Presidente, stamattina, dopo anni di studio e sacrifici, mi sono laureato. A parte la gioia per un evento irripetibile, le parole del presidente della commissione esaminatrice, dopo la proclamazione dei laureati, mi hanno stimolato una riflessione sullo stato attuale dell’Università.
Quelle parole credo che si possano riassumere così: le tasse universitarie vengono redistribuite attraverso servizi, infrastrutture, risorse immateriali. E’ vero, e, come sottolineava ancora il presidente della commissione, dobbiamo essere fieri che la società italiana permetta, grazie a questo meccanismo, a tanti giovani di talento di poter esprimere il proprio potenziale. Ho fatto fatica a nascondere la commozione sentendo queste parole.

Però, non si possono sottacere i tanti mali dell’Università pubblica italiana:

1. i contratti dei docenti lasciano un ampio margine di discrezionalità sul tempo da dedicare alla docenza e al ricevimento degli studenti. Non faccio di tutta l’erba un fascio, perchè ci sono anche (ma sono pochi) docenti che fanno del rapporto con gli studenti una missione.

2. Un neolaureato che volesse proseguire gli studi con un dottorato ci rinuncia in partenza. Un meccanismo contorto, infatti, rende quasi inutile partecipare alle selezioni. Anche in questo caso, non tutto è negativo: leggevo qualche mese fa, sul Corriere della Sera, dei tempi in cui, al momento della laurea, un professore proponeva allo studente, che aveva lavorato con lui, di continuare la collaborazione. Personalmente, credo che rendere l’Università un parcheggio di studenti in attesa di lavoro a 800-1000 euro al mese non sia il modo migliore per risollevarne le sorti. Ben vengano dure selezioni, purchè trasparenti.

3. Organizzazione, didattica, spazi: tutti temi sollevati da sempre dalle associazioni studentesche. Eppure -parlo della mia facoltà d’ingegneria a Napoli- solo negli ultimi tre-quattro anni si può dire che gli spazi all’esterno e all’interno del Politecnico siano degni dell’istituzione cui appartengono.

4. Ingresso nel mondo del lavoro. Ho scoperto con graditissima sorpresa l’ottimo funzionamento del servizio orientamento.unina.it: periodicamente ricevo mail con annunci mirati per lavori in Campania e fuori. Allo stesso tempo la persona addetta mi ha svelato un pò di trucchetti da utilizzare ai colloqui di lavoro per fare una buona impressione. Tra l’altro è sempre presente per un saluto o un consiglio. Invito tutti i miei colleghi ad iscriversi al servizio.

Tante belle cose, insomma, che però non cancelleranno mai i tempi in cui, quando si andava in bagno, ci si doveva arrotolare i pantaloni alla pescatore per evitare di immergersi in liquidi di dubbia natura. Per concludere, noi nuovi neolaureati siamo in “debito di conoscenza e formazione” verso la Federico II: sono d’accordo, tutto quello che so è grazie a loro e a chi li ha preceduti nella mia formazione scolastica. Ma loro non dimentichino che i ragazzi li osservano e, mai come in questo periodo, con sguardo severo.