di Q.I.
Il sindaco della città di Sarno (SA) ha rischiato di tornare a casa prima del tempo e per la gioia dei sarnesi, poiché il consiglio da mesi non riusciva a riunirsi per l’approvazione del bilancio di previsione 2008. Il sindaco Mancusi (FI) pur di non lasciare la sua poltrona non ha lasciato nulla di intentato e questo a scapito dei contribuenti. Il decreto del ministro Giulio Tremonti, che ha bloccato l’aumento dei tributi locali, tra cui la tassa sui rifiuti, per i comuni che non hanno ancora approvato, almeno in giunta, lo schema di bilancio preventivo, ha messo in difficoltà l’amministrazione comunale sarnese poiché con il blocco dell’aumento della Tarsu mancavano tre milioni di euro per presentare il bilancio in pareggio.
Il sindaco di Sarno pur di difendere il proprio posto è arrivato a scomodare il governo nazionale. Ha inviato nei giorni scorsi una nota urgente ai ministri dell’Economia e dell’Interno. Al ministro Tremonti ha chiesto un parere interpretativo che escluda dal blocco degli aumenti dei tributi la Tarsu (decreto legge del 28 maggio 2008), in modo da consentire, entro il 23 luglio, termine di diffida del prefetto, l’approvazione in consiglio comunale dello schema di bilancio proposto dalla giunta.
Al ministro Maroni, invece,il primo cittadino di Sarno ha chiesto, in subordine, di sospendere il termine di diffida del prefetto, fissato appunto il 23 luglio. In soccorso del sindaco è intervenuto anche il Senato, che ha approvato il 10 luglio un emendamento dei senatori del Pdl, Paravia, Esposito e Fasano, esponensti del centrodestra salernitano. L’emendamento, che dovrà ora passare all’esame della Camera, darebbe il via libera all’aumento della tassa sui rifiuti del 100%, consentendo così al primo cittadino e alla sua giunta di portare in consiglio comunale uno schema di bilancio in pareggio.
Chissà come mai il 22 luglio scorso, dopo mesi di trepidazioni, il consiglio si è riunito, l’aula consiliare è stata disertata per mesi dai consiglieri di maggioranza e ha approvato il bilancio. Si tratta però di un bilancio che poggia su un provvedimento, l’aumento del 100% della Tarsu, che viola la normativa vigente, vale a dire il cosiddetto decreto Tremonti. Ma anche la violazione ha una scadenza prefissata: entro il 2 agosto la Camera convertirà in legge il decreto che consente ai soli comuni della regione Campania di aumentare i tributi locali anche se inottemperanti ai termini per il varo degli schemi di bilancio.
I tempi però non sono coincisi: la diffida scadeva prima della conversione in legge del decreto «salva Mancusi». Il bilancio è stato approvato in base ad una condizione sospensiva. Tutto questo è assolutamente vergognoso. Mi ritrovo a dover subire le scelte di un’amministrazione che non voglio e di un governo che non mi rappresenta! …. e noi paghiamo!

