di Nicola Castaldo 

La novita’ del partito democratico doveva essere nelle cose, nell’indicare agli italiani un percorso nuovo, un nuovo modo di intendere l’ agire polilitico non buttando a mare le esperienze del passato. Ed invece assistiamo ad un pullulare di associazioni e fondazioni che tendono a marcare le differenze di identità all’interno del partito.Perche’ il cittadino dovrebbe votare il partito democratico, perche’ Veltroni e’ piu’ convincente di D’alema. Assistiamo ad una miriade di convegni non ultimo quello di Santamaria la nova dove i referenti del partito si domandano: ma qual’è la nostra identita’?

Ma la nostra identita’ puo’ mai essere quella di seguire l’apparire? Certamente no, quindi dobbiamo entrare nelle cose, in quelle concrete, che toccano la vita dei cittadini. Vedo in giro una miriade di signorotti autoreferenziati che sanno solo blaterare, il partito radicato sul territorio, ma che rimangono nelle loro stanze del potere. Non buttiamo a mare le esperienze del passato. Le sezioni erano il punto di incontro con le realta’ territoriali, dove i cittadini trovavano un punto di
riferimento, inportante per la crescita e lo sviluppo delle realta’ locali. I circoli intesi come punto di decisioni e di scelte del personale politico.

Tornando al tema principale non interessa molto il marcare se uno sta piu’ a destra o sinistra.
Il partito democratico deve tracciare il suo percorso al paese, ecco la novita’. Un nuovo modo di vedere la societa’, costruendo un nuovo welfare, che traendo spunto dalle esperienze ideologiche del passato, quella comunista, socialista, liberista e capitalista, sappia trarre da queste esperienze le cose buone del passato e assemblarle. Una terza via, un nuovo modello di societa’ basata sui diritti ma soprattutto sui doveri, sui valori della famiglia, sulle regole,sulla educazione civica e civile della popolazione e delle nuove generazioni, e’ questa la novita’ del partito democratico.