Sono giorni intensi. Tante energie sono mobilitate per superare l’emergenza rifiuti, per contrastare il potere dei clan, per dare ossigeno all’economia. Napoli si confronta dunque con le difficoltà, le tensioni e le speranze di una fase particolarmente delicata. Accanto a problemi gravi, affiora in modo evidente anche la straordinaria vitalità culturale di cui la nostra città è capace.
Si è appena concluso il Napoli Teatro Festival, con 45 mila spettatori per 200 spettacoli e un indotto importante per la città. A pochi giorni dal Festival, piazza Plebiscito, il cuore della città, accoglie il concerto di Zubin Mehta (visto in tv da oltre 1,5 mln di persone, per lo più residenti a nord), il gala di danza con Roberto Bolle, il ritorno di Pino Daniele. Accanto a lui, tanti artisti importanti in un grande concerto per Napoli e dedicato a Napoli. Sono particolarmente lieto che martedì sera si esibiranno sul palco artisti anche molto diversi tra loro e che finalmente saranno assieme. Bene, è così che si fa. Per tutta l’estate, poi, la città sarà Open, aperta a tante iniziative organizzate dal Comune nei luoghi più suggestivi.
L’intera regione si sta animando di eventi e rassegne di rilievo internazionale, dal cinema per ragazzi a Giffoni all’incanto del Festival di Ravello, al cinema di Ischia, alle Conversazioni capresi, a tante altre iniziative che contribuiscono a portare nei nostri territori tanti e tanti turisti, nonostante il settore viva un momento di particolare difficoltà a livello nazionale. Per raggiungere certi risultati servono capacità organizzative e strategie culturali. Sono questi gli elementi che hanno trasformato  – o stanno trasformando – progetti ambiziosi come il Napoli Teatro Festival, Giffoni, Ravello e tanti altri, in successi internazionali.
Per questo, di fronte ai tanti che hanno seguito in TV il concerto in piazza Plebiscito, all’entusiasmo delle decine di attori e registi del Festival, all’energia dei ragazzi di Giffoni e all’incantevole armonia di Ravello, possiamo guardare avanti  sapendo che la nostra identità è fatta anche di questa sensibilità, che il volto della nostra regione è segnato anche da questi inconfondibili lineamenti. In questo senso, lavoriamo ogni giorno per mettere a sistema l’immenso patrimonio culturale della Campania, con una programmazione che punta sulla qualità e con una forte sinergia tra le istituzioni regionali, locali e nazionali.
Abbiamo le energie per andare avanti, per uscire una volta per tutte da una stagione in cui Napoli e la Campania sono state troppo semplicisticamente individuate come simboli di ciò che non va nel nostro Paese. In campi importanti, dalle infrastrutture alle politiche culturali, abbiamo fatto e facciamo più e meglio che in altre parti del Paese. La vitalità e la creatività culturale di queste nostre terre è la nostra principale forza. Sappiamo bene quali sono i nostri problemi, ma anche le forze su cui possiamo contare per risolverli. E’ quello che facciamo ogni giorno, lavorando con tutte le persone che si impegnano per costruire il futuro di questa regione.