Qualcosa sta cambiando

A.B.
30-06-2008 | 17:46
186 commenti »

Vorrei tornare a parlare di rifiuti alla vigilia di una nuova visita del presidente Berlusconi. Rispetto al passato, quando tutto sembrava bloccato da veti, paure e proteste, finalmente si intravede una via di uscita. Cosa è cambiato?
Per prima cosa va detto che da settimane è in ritirata, a tutti i livelli, il partito del No. Nella Campania dei rifiuti come nel Piemonte dei NO TAV. Nel centrodestra e nel centrosinistra, nella società civile, nelle amministrazioni, nel mondo della cultura e persino nei media che talvolta hanno sostenuto e amplificato localismi e paure irrazionali.
In passato era difficile sostenere la necessità di costruire i termovalorizzatori, di aprire una rete di discariche attrezzate e ben dimensionate, e, assieme, di fare il massimo sforzo per la raccolta differenziata.
Io non ho mai smesso di lavorare per questi obiettivi, che ora, finalmente, sono condivisi da un “movimento”, un fronte istituzionale, politico e civile sempre più ampio. 
Oggi l’esercito sorveglia gli impianti perché finalmente sono stati riconosciuti come elementi cruciali dell’affermazione dello Stato in Campania. Il difficile lavoro di dialogo con le comunità può procedere senza eccessive strumentalizzazioni politiche e più al riparo da infiltrazioni malavitose.
Prima il Governo con un decreto e ora il Parlamento stanno affrontando il problema del giusto equilibrio tra la rapidità di intervento richiesta dall’emergenza e il doveroso rispetto della complessa normativa ambientale.
Anche la Lega - e gliene va dato atto - parla del problema rifiuti con toni diversi dal passato. Perché ora è al Governo e perché l’apertura di nuovi impianti a Chiaiano e in altre località campane, assieme alla volontà di costruire un termovalorizzatore a Napoli, segnano una più forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle comunità locali.
Restano tante difficoltà ma, da diversi punti di vista, sembra di essere in un altro mondo sia rispetto agli ultimi anni, sia rispetto a quando, da commissario del precedente governo Berlusconi, mi battevo per aprire il cantiere di Acerra, per costruire gli impianti di selezione, per trovare le discariche che servivano.  Attenzione però. I segnali positivi non implicano che la soluzione sia a portata di mano.   
La partita è tutta da giocare e coinvolge tutti, istituzioni, cittadini, imprese, chiesa, associazioni. Dobbiamo giocarla con lungimiranza e buon senso. Per completare il ciclo, è decisivo portare avanti la costruzione dei termovalorizzatori, incrementare la raccolta differenziata e, nell’immediato, contare su una disponibilità  di discariche che ci garantiscano una capacità di smaltimento superiore alla produzione regionale, in modo da gestire i flussi anche in presenza di imprevisti e difficoltà inattese. Altrimenti un solo anello di questa grande catena, venendo meno per una qualsiasi ragione, magari anche solo per un giorno, rischia di mettere in crisi l’intero sistema.
Questa è la linea che abbiamo seguito, tra tante difficoltà, in questi anni. Su questa strada intendiamo andare avanti.

Ciao Fabrizia

A.B.
24-06-2008 | 16:37
113 commenti »

Non eravamo pronti a salutare Fabrizia Ramondino. Dovremo raccogliere idee, sentimenti, ricordi che ci consentano nel prossimo futuro di ripensare il ruolo importante che questa grande figura di donna, di intellettuale, di testimone e di militante della cultura e della vita napoletana e nazionale ha interpretato in un modo tutto suo. Con una gentilezza e un’ostinazione impareggiabili.
Siamo stati colti di sorpresa alla notizia della sua morte improvvisa, avvenuta come in una scena da romanzo o come in un film di Mario Martone, con il quale stabilì un sodalizio creativo molto proficuo per il cinema italiano. Ciò che ho letto dalle ricostruzioni giornalistiche mi ha riportato alla mente l’immagine del tuffo in mare di Angela Luce in “L’amore molesto”.
Fabrizia ora non c’è più, ma restano le sue opere letterarie, l’incanto della sua Napoli vista con gli occhi antichi delle donne, il senso fortemente morale del suo impegno intellettuale messo alla prova nelle realtà più difficili e dolenti della società italiana e napoletana. Non si dovrà mai sottovalutare il senso fortemente pedagogico, l’autentica passione educativa che la spingeva nelle sue iniziative sociali, l’idea profondamente femminile che la cultura e il lavoro intellettuale sono anche un modo dell’accudimento degli altri, dei soggetti più deboli, degli svantaggiati.
Dal suo primo, straordinario libro  (Althenopis) fino alle ultime prove narrative, Fabrizia ha aperto una strada al rinnovamento della letteratura napoletana e su Napoli, segnando uno spartiacque tra la stagione dei grandi cantori della napoletanità quali furono Domenico Rea e Luigi Compagnone e quella dei giovani narratori di successo oggi, da Valeria Parrella fino a Roberto Saviano. Non aveva cercato l’armonia perduta di Raffaele La Capria, nè aveva il piglio duro, quasi giornalistico, di Anna Maria Ortese ma, filtrando a modo suo i mondi di queste figure esemplari, Fabrizia - e con lei Erri De Luca - ha contribuito a liberare Napoli dai suoi stereotipi provinciali e autoindulgenti con la forza della sua formazione di matrice europea. La Napoli di Fabrizia era un città oscura, complessa, difficilissima, ma era anche una città internazionale la cui storia non si chiudeva in se stessa, scenario universale del disagio contemporaneo. Torniamo a leggere i suoi libri, riguardiamo il suo mondo. Fabrizia Ramondino ha ancora tanto da raccontarci di ciò che siamo e di ciò che potremo essere.

Che grana l’inceneritore nella conca

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24-06-2008 | 10:56
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di Paola Nugnes

Le vorrei sottoporre le foto della conca di Agnano dall’alto, ossia dalla zona dove a conti fatti “dovrebbe” arrivare la bocca del camino dell’inceneritore. Non potrebbe progettarlo neanche un geometra al primo anno un inceneritore in una valle, al di sopra della quale c’è un centro densamente abitato, Pozzuoli alta; visto che la conca è una conca, quanto dovrebbero essere alte le ciminiere per oltrepassare l’area urbana ? Leggi tutto »

Ora anche gli psicologi dei rifiuti?

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23-06-2008 | 15:32
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di Paola Nugnes e Sergio Fedele

Bertolaso arruola un esercito di psicologi del nord che “scenderanno” ad insegnarci la differenziata. La notizia ha dell’orrido. Come può una regione, che non vuole abdicare, lasciare che tutto questo passi sulla testa dei propri cittadini, quando sa, e non potrebbe non sapere, dove sono le responsabilità e gli inganni? Reputo che l’offesa profonda che ci viene da questa “nuova” gestione governativa, e in questo includo le iniziative dei diecimila angeli, il concerto di pino daniele dell’8 di luglio, a braccetto con la Prestigiacomo, siano degradanti e intollerabili. Leggi tutto »

Se il format governativo va in tilt

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23-06-2008 | 13:45
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di Aurelia del Vecchio 

Ogni volta che in Italia si sono succeduti i vari esecutivi, presieduti da Berlusconi, ho sempre avuto l’impressione di assistere a dei “format” televisivi, più che ad una sequenza di atti governativi. Forse perdurando a tutt’oggi, la sua condizione di imprenditore televisivo di successo, in contemporanea a quella di statista. Leggi tutto »

Dimissioni di Sales, che amarezza

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23-06-2008 | 10:33
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di Mario Russo

Sono rimasto molto perplesso dalle dichiarazioni del presidente Bassolino inerenti le dimissioni dell’on. Sales, da sempre al suo fianco e una delle poche persone che ha lavorato sempre per gli interessi della regione e dello sviluppo della stessa, senza mai coltivare interessi personali.
Io penso che la regione ha perso tantissimo con le sue dimissioni. Che amarezza!

La legalità è la prima condizione per lo sviluppo

A.B.
21-06-2008 | 18:46
91 commenti »

In queste ore sono iniziate le attività della Casa don Diana a Casal di Principe. La dimora blindata di un boss del clan dei Casalesi, dove la giunta regionale si è riunita circa un mese fa, è diventata un centro di accoglienza e recupero per minori che vivono situazioni di disagio sociale. La casa ospita già i primi bambini, e tutti i posti disponibili saranno occupati nel giro di un mese. La settimana prossima invece, a San Cipriano D’Aversa, saranno ultimati i lavori di un altro bene confiscato ai Casalesi, e precisamente al boss Antonio Basco, condannato nell’appello del processo Spartacus a oltre vent’anni di reclusione. Grazie al supporto della Regione, la ex proprietà di Basco diventerà presto un centro sociale e un laboratorio per persone che soffrono di problematiche mentali. Infine, nei prossimi giorni, torneremo a Casal di Principe per inaugurare il Teatro della Legalità, una struttura appartenuta proprio al temibile Sandokan che vogliamo far diventare un centro di formazione culturale e teatrale per i tanti giovani della zona. Si tratta di un evento importante, dal grande valore simbolico, un segno tangibile dei risultati che lo Stato sta ottenendo nella sua battaglia per la legalità. Il processo Spartacus, nei scorsi giorni, ha riportato ancora una volta l’attenzione nazionale sugli sporchi affari dei camorristi. Adesso bisogna andare avanti, e combattere su tutti i fronti la criminalità organizzata, colpendo le sue attività  criminali e portando alla luce i suoi lucrosi e smisurati interessi economici. Avere a cuore il Mezzogiorno oggi significa creare le condizioni affinché ci sia vero sviluppo, e la prima di queste condizioni si chiama legalità. E noi siamo impegnati giorno per giorno su questo fronte, insieme a tanti cittadini e a tutte le forze sane della nostra regione.

Quella testimonianza al processo Spartacus

A.B.
19-06-2008 | 17:52
79 commenti »

Appena ho saputo la notizia della conferma degli ergastoli ai boss del clan dei Casalesi, mi è tornata alla mente una fredda giornata di 7 anni fa. Era il 10 dicembre 2001, quando i pm del processo Spartacus mi convocarono come teste davanti ai giudici della corte d’assise di Santa Maria Capua Vetere per raccontare un episodio che era accaduto dieci anni prima. Il 25 aprile 1992 infatti ero andato nella sezione del Pci di Casal di Principe per intervenire ad un’assemblea. A un certo punto, irruppe nella stanza il capostipite del potente clan Zagaria, che iniziò a lanciare invettive e minacce contro di me e noi del Pci, colpevoli di “disonorare il paese” solo perché denunciavamo i loschi interessi dei clan. Proprio questo raccontai ai giudici in aula. Ricordo che, mentre parlavo, mi colpirono la protervia e l’arroganza degli imputati, del tutto simile a quella mostrata da Zagaria. Oggi provo una grande soddisfazione nel vedere che, con la conferma di ben 16 ergastoli, lo Stato ha inflitto la giusta punizione a un clan che, insieme a tanti altri affari sporchi, ha giocato un ruolo chiave nel favorire lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e pericolosi dal nord verso la Campania. E’ davvero una bella giornata per la giustizia e la legalità. Certo, la strada è ancora lunga, ma risultati come questo ci confermano che in Campania esiste un tessuto sociale, culturale e politico fatto di giovani, associazioni, magistrati, giornalisti, registi, uomini delle istituzioni, che può infierire tanti altri colpi decisivi alla criminalità per far avanzare sempre più la legalità e la democrazia.

Il colore dei capelli

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18-06-2008 | 18:23
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di Lino D’Antonio

Molto ha colpito il nuovo colore dei capelli del governatore Bassolino. Un quotidiano cittadino ha indetto addirittura un sondaggio telematico, se la cosa sia più o meno di gradimento della pubblica opinione. Leggi tutto »

Ho visto in funzione il dissociatore molecolare

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17-06-2008 | 18:09
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di Nino De Luca 

Finalmente cresce l’interesse verso la “dissociazione molecolare”. Ritengo sia tra le tecnologie piu’ idonee attualmente disponibili. Ho potuto visitare l’impianto della SenreQ di Morris in Illinois, con i tecnici abbiamo potuto assistere al processo monitorando le emissioni, semplicemente eccezionale. Leggi tutto »

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