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	<title>Commenti a: Costruire la convivenza</title>
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		<title>Di: wewinwin</title>
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		<dc:creator>wewinwin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 14:48:45 +0000</pubDate>
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		<title>Di: loveinapparel</title>
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		<dc:creator>loveinapparel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 12:21:21 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Laura Tussi</title>
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		<dc:creator>Laura Tussi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:13:31 +0000</pubDate>
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		<description>POLITICHE SOCIALI E SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE

di LAURA TUSSI


Le discipline psicologiche costituiscono dei modelli teorici volti allo sviluppo della personalità, in un’otticadi valorizzazione delle relazioni nei rapporti famigliari, e nell’area degli scompensi clinici intesi come fluttuanti delimitazioni tra disturbi nevrotici e psicotici. Da questa lettura sintomatologica deriva la considerazione di fattori biologici, psicologici e sociali, ossia fattori biopsicosociali che si associano al disturbo psichico. Nel Diagnostic Statistical Manual of Mental si definisce l’omosessualità come deviazione sessuale e nel 1974 i membri della commissione stabilirono di eliminare l’omosessualità dalle patologie. Questo dimostra la relatività dei giudizi psichiatrici e l’incertezza delle diagnosi. Una ricerca di Brown Harris ha dimostrato l’influenza dei fattori sociali rispetto alle situazioni patologiche, proponendo eventi fattoriali che interagiscono nella genesi delle depressioni, come fattori di vulnerabilità, agenti causali di separazione, perdita e delusione. Lo studio di Warner relativo alla schizofrenia riporta l’eziogenesi della patologia a cause di stress economico e disoccupazionale e indica fattori protettivi al fine di rendere le psicosi maggiormente accolte e integrabili nella società, fornendo posti di lavoro, con il trattamento della patologia nel settino terapeutico, tramite supporti clinici e psicologici.
Ciompi evidenzia un modello esplicativo della schizofrenia con fasi premorbose, periodi di acuti scompensi psicotici, in un’evoluzione a lunga scadenza. Con questo modello analitico, la schizofrenia viene concepita come una patologia intermittente e non come disordine cronico in base a studi di etnopsichiatria che si occupa di variabili culturali.
Saraceno riconsidera le proprie osservazioni analitiche in ambito schizofrenico ad una multidimensionalità della malattia riconducibile a fattori macrosociali, a differenze culturali, a eventi esterni, a condizioni socioeconomiche e a contesti microsociali ossia interfamigliari. La patologia schizofrenica presenta segnali di conflittualità, di devianza, di sofferenza individuale.
La psichiatria è cura dell’anima, dal greco antico, e la teoria psichiatrica moderna si è costituita con la caduta delle interpretazioni magico-religiose della follia. Piro individua differenti periodi nella fase evolutiva della  modernizzazione psichiatrica: il periodo conservatore, la fase di modernizzazione, il mutamento e la difficile riforma degli anni ’80 e’90.
Gli anni ’60 vedono un clima politico e culturale nuovo con proposte riformistiche, con le rivendicazioni antiistituzionali e il progetto di settorializzazione psichiatrica, in cui si prevedeva di raccogliere i degenti in un settore, in una certa parte del territorio fornita da dispensari, da ambulatori e istituti intermedi. Jones prospettava la costituzione di una comunità terapeutica nel sostituire alla gestione violenta del manicomio la gestione comunitaria con l’eliminazione dei rapporti autoritari, lo sviluppo della comunicazione e la risocializzazione del malato. L’applicazione pratica di tale prospettiva avvenne con gruppi e commissioni di psichiatri intorno al ministro Basaglia. La riflessione sulla gestione concreta del malato viene messa in discussione da diverse culture medico terapeutiche come ad esempio l’antipsichiatria di Laing. Il tema dell’istituzionalizzazione prevede la risoluzione di un complesso di danni e interferenze per il lungo soggiorno coatto, con principi di autoritarismo e coercizione, dove il degente manifesta la progressiva perdita d’interessi in un processo di regressione e restringimento dell’io, nel più acuto vuoto emozionale. La tesi di Basaglia verte sull’immagine e sull’analisi dell’istituzione manicomiale come ente che deforma la malattia mentale, nascondendola, impedendone una chiara lettura. L’introduzione dei neurolettici crea negli ospedali un’azione di recupero in un rapporto basato sulle storie di vita, e sulle applicazioni delle metodologie autobiografiche nel recupero psichiatrico. Tale progresso medico e farmacologico costituisce un supporto all’ipotesi organizzativa moderna quale punto di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Partendo dalla psichiatria viene ripensata la categoria socioculturale dell’esclusione, dove la cura del malato si muove nella paura, nella repressione e occorre la riconquista della libertà, della tutela, della difesa nella comunità e nella collettività. La Legge 180 emanata dal Ministero Basaglia consiste nella legittimazione giuridica di un innovativo umanesimo psichiatrico. I principi della legge prevedono che la malattia mentale sia gestita in una rete di servizi territoriali, ambulatoriali e ospedalieri, dove l’assistenza psichiatrica è parte del Sistema Sanitario Nazionle, in cui il malato mentale ha diritti altri, dove si prevede in primis la chiusura delle strutture manicomiali e la riorganizzazione dei servizi. La riforma psichiatrica di Basaglia prevede una nuova fase nello sviluppo dei servizi con reti di servizi psichiatrici che includono dipartimenti per la salute mentale; lo sviluppo della riabilitazione psichiatrica; la regolamentazione dei processi di chiusura degli ex ospedali psichiatrici. E’ prevista la classificazione dei servizi per modelli tipici come servizi forti (ospedale psichiatrico), servizi a legame debole (Centri Psico Sociali), e servizi con una forte caratterizzazione organizzativa che prevede tecniche di intervento sistemico, psicodinamico, e farmacologico. Coesistono differenti sistemi organizzativi del sistema psichiatrico quali il dipartimento di salute mentale come sistema dipartimentale con reti di servizi, centri di salute mentale con collegamento di servizi sanitari e sociali, servizi psichiatrici di diagnosi e cura, strutture semiresidenziali quali day hospital e centri diurni e strutture residenziali in collegamento con i DSM. Nel 1994 il governo Ciampi approva il progetto obiettivo nazionale relativo alla tutela della salute mentale, in cui l’ASL consiste in una rete di strutture territoriali psichiatriche, residenziali e semiresidenziali dove vengono valorizzate le competenze professionali degli operatori, in un’ottica complessiva di superamento dell’ospedale psichiatrico tradizionale.

Laura Tussi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>POLITICHE SOCIALI E SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE</p>
<p>di LAURA TUSSI</p>
<p>Le discipline psicologiche costituiscono dei modelli teorici volti allo sviluppo della personalità, in un’otticadi valorizzazione delle relazioni nei rapporti famigliari, e nell’area degli scompensi clinici intesi come fluttuanti delimitazioni tra disturbi nevrotici e psicotici. Da questa lettura sintomatologica deriva la considerazione di fattori biologici, psicologici e sociali, ossia fattori biopsicosociali che si associano al disturbo psichico. Nel Diagnostic Statistical Manual of Mental si definisce l’omosessualità come deviazione sessuale e nel 1974 i membri della commissione stabilirono di eliminare l’omosessualità dalle patologie. Questo dimostra la relatività dei giudizi psichiatrici e l’incertezza delle diagnosi. Una ricerca di Brown Harris ha dimostrato l’influenza dei fattori sociali rispetto alle situazioni patologiche, proponendo eventi fattoriali che interagiscono nella genesi delle depressioni, come fattori di vulnerabilità, agenti causali di separazione, perdita e delusione. Lo studio di Warner relativo alla schizofrenia riporta l’eziogenesi della patologia a cause di stress economico e disoccupazionale e indica fattori protettivi al fine di rendere le psicosi maggiormente accolte e integrabili nella società, fornendo posti di lavoro, con il trattamento della patologia nel settino terapeutico, tramite supporti clinici e psicologici.<br />
Ciompi evidenzia un modello esplicativo della schizofrenia con fasi premorbose, periodi di acuti scompensi psicotici, in un’evoluzione a lunga scadenza. Con questo modello analitico, la schizofrenia viene concepita come una patologia intermittente e non come disordine cronico in base a studi di etnopsichiatria che si occupa di variabili culturali.<br />
Saraceno riconsidera le proprie osservazioni analitiche in ambito schizofrenico ad una multidimensionalità della malattia riconducibile a fattori macrosociali, a differenze culturali, a eventi esterni, a condizioni socioeconomiche e a contesti microsociali ossia interfamigliari. La patologia schizofrenica presenta segnali di conflittualità, di devianza, di sofferenza individuale.<br />
La psichiatria è cura dell’anima, dal greco antico, e la teoria psichiatrica moderna si è costituita con la caduta delle interpretazioni magico-religiose della follia. Piro individua differenti periodi nella fase evolutiva della  modernizzazione psichiatrica: il periodo conservatore, la fase di modernizzazione, il mutamento e la difficile riforma degli anni ’80 e’90.<br />
Gli anni ’60 vedono un clima politico e culturale nuovo con proposte riformistiche, con le rivendicazioni antiistituzionali e il progetto di settorializzazione psichiatrica, in cui si prevedeva di raccogliere i degenti in un settore, in una certa parte del territorio fornita da dispensari, da ambulatori e istituti intermedi. Jones prospettava la costituzione di una comunità terapeutica nel sostituire alla gestione violenta del manicomio la gestione comunitaria con l’eliminazione dei rapporti autoritari, lo sviluppo della comunicazione e la risocializzazione del malato. L’applicazione pratica di tale prospettiva avvenne con gruppi e commissioni di psichiatri intorno al ministro Basaglia. La riflessione sulla gestione concreta del malato viene messa in discussione da diverse culture medico terapeutiche come ad esempio l’antipsichiatria di Laing. Il tema dell’istituzionalizzazione prevede la risoluzione di un complesso di danni e interferenze per il lungo soggiorno coatto, con principi di autoritarismo e coercizione, dove il degente manifesta la progressiva perdita d’interessi in un processo di regressione e restringimento dell’io, nel più acuto vuoto emozionale. La tesi di Basaglia verte sull’immagine e sull’analisi dell’istituzione manicomiale come ente che deforma la malattia mentale, nascondendola, impedendone una chiara lettura. L’introduzione dei neurolettici crea negli ospedali un’azione di recupero in un rapporto basato sulle storie di vita, e sulle applicazioni delle metodologie autobiografiche nel recupero psichiatrico. Tale progresso medico e farmacologico costituisce un supporto all’ipotesi organizzativa moderna quale punto di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Partendo dalla psichiatria viene ripensata la categoria socioculturale dell’esclusione, dove la cura del malato si muove nella paura, nella repressione e occorre la riconquista della libertà, della tutela, della difesa nella comunità e nella collettività. La Legge 180 emanata dal Ministero Basaglia consiste nella legittimazione giuridica di un innovativo umanesimo psichiatrico. I principi della legge prevedono che la malattia mentale sia gestita in una rete di servizi territoriali, ambulatoriali e ospedalieri, dove l’assistenza psichiatrica è parte del Sistema Sanitario Nazionle, in cui il malato mentale ha diritti altri, dove si prevede in primis la chiusura delle strutture manicomiali e la riorganizzazione dei servizi. La riforma psichiatrica di Basaglia prevede una nuova fase nello sviluppo dei servizi con reti di servizi psichiatrici che includono dipartimenti per la salute mentale; lo sviluppo della riabilitazione psichiatrica; la regolamentazione dei processi di chiusura degli ex ospedali psichiatrici. E’ prevista la classificazione dei servizi per modelli tipici come servizi forti (ospedale psichiatrico), servizi a legame debole (Centri Psico Sociali), e servizi con una forte caratterizzazione organizzativa che prevede tecniche di intervento sistemico, psicodinamico, e farmacologico. Coesistono differenti sistemi organizzativi del sistema psichiatrico quali il dipartimento di salute mentale come sistema dipartimentale con reti di servizi, centri di salute mentale con collegamento di servizi sanitari e sociali, servizi psichiatrici di diagnosi e cura, strutture semiresidenziali quali day hospital e centri diurni e strutture residenziali in collegamento con i DSM. Nel 1994 il governo Ciampi approva il progetto obiettivo nazionale relativo alla tutela della salute mentale, in cui l’ASL consiste in una rete di strutture territoriali psichiatriche, residenziali e semiresidenziali dove vengono valorizzate le competenze professionali degli operatori, in un’ottica complessiva di superamento dell’ospedale psichiatrico tradizionale.</p>
<p>Laura Tussi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: formisano_giuseppe@</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-2/#comment-13180</link>
		<dc:creator>formisano_giuseppe@</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 14:28:15 +0000</pubDate>
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		<description>La Lega contro il capo in costruzione per la comunità Sinti.
Blitz di esponenti e simpatizzanti della Lega Nord, poco dopo l&#039;alba, a Mestre (Venezia) per bloccare i lavori di costruzione di un campo nomadi finanziato dal Comune con 2,8 mln di euro. 

E a Napoli grazie alla mala gestione amministrativa politica, molte famiglie devono convivere con i genitori e figli, perché non esistono  costruzione di case popolari. GIUSEPPE FORMISANO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Lega contro il capo in costruzione per la comunità Sinti.<br />
Blitz di esponenti e simpatizzanti della Lega Nord, poco dopo l&#8217;alba, a Mestre (Venezia) per bloccare i lavori di costruzione di un campo nomadi finanziato dal Comune con 2,8 mln di euro. </p>
<p>E a Napoli grazie alla mala gestione amministrativa politica, molte famiglie devono convivere con i genitori e figli, perché non esistono  costruzione di case popolari. GIUSEPPE FORMISANO</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Tambaro</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-2/#comment-12814</link>
		<dc:creator>Franco Tambaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 19:49:43 +0000</pubDate>
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		<description>...mi correggo: &quot;specifico&quot; e non &quot;apecifico&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;mi correggo: &#8220;specifico&#8221; e non &#8220;apecifico&#8221;!</p>
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		<title>Di: Franco Tambaro</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-2/#comment-12811</link>
		<dc:creator>Franco Tambaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 18:23:57 +0000</pubDate>
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		<description>Nino, ciao, vai sul blog di Velardi dove si è aperto un dibattito, ricordandoti e ricordandomi sempre che di certi fatti noi, comuni mortali, abbiamo saputo, sappiamo e, temo sapremo, il 30%, nel migliore dei casi, della VERITA&#039;. 

Mi affiderei ai giudici (non in questo caso apecifico, spero) per saperne almeno... il 90%!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nino, ciao, vai sul blog di Velardi dove si è aperto un dibattito, ricordandoti e ricordandomi sempre che di certi fatti noi, comuni mortali, abbiamo saputo, sappiamo e, temo sapremo, il 30%, nel migliore dei casi, della VERITA&#8217;. </p>
<p>Mi affiderei ai giudici (non in questo caso apecifico, spero) per saperne almeno&#8230; il 90%!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nino C.</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-2/#comment-12810</link>
		<dc:creator>Nino C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 18:18:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Franco,infatti non è chiara questa vicenda delle nomine...sono state fatte ma poi ritirate o è un falso totale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franco,infatti non è chiara questa vicenda delle nomine&#8230;sono state fatte ma poi ritirate o è un falso totale?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: TILLJ</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-2/#comment-12799</link>
		<dc:creator>TILLJ</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 16:25:06 +0000</pubDate>
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		<description>@FILIPPO NO,
non è sempre vero che il nord non ci sopporta.Cè questa favola del &quot;nord colto&quot;,ma quando mai.
Hai citato Treviso:ieri la mail di un&#039;amica di Treviso, finiva così &quot;spero che risolverete presto il problema dell&#039;immondizia&quot;.
Non credere alla favola del razzismo.Già postai un&#039;altra e-mail di un amico di Torino che alla fine diceva:
&quot;Ma quello che fanno vedere in t.v. dall&#039;interno come lo vivete?&quot;

In pratica sono allibiti, hanno dubbi se i media esagerano o meno.Mi chiedono se è vero che sia proprio così.

Credo che tra un po&#039;, mi chiederanno di andare a vivere a casa loro per dalvarmi la vita :O).
Che tristezza, e dire che tutti quelli del nord e centro che conosco, amano questa città, hanno amici napoletani, o hanno conosciuto nelle loro città napoletani;ci adorano e vorrebbero venire qui.
Ma che inviti vuoi fare?
Io gli dico di stare lontano da qui,poi se la città verrà pulita gli affitterò stanze in un b&amp;b al vomero.Terrorizzata di lasciarli soli per strada.

Ma quale &quot;invita un amico&quot;, io l&#039;invito a non venire.

Ci vediamo dopo,vado dal mio pusher nicotina.
Baci e abbracci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@FILIPPO NO,<br />
non è sempre vero che il nord non ci sopporta.Cè questa favola del &#8220;nord colto&#8221;,ma quando mai.<br />
Hai citato Treviso:ieri la mail di un&#8217;amica di Treviso, finiva così &#8220;spero che risolverete presto il problema dell&#8217;immondizia&#8221;.<br />
Non credere alla favola del razzismo.Già postai un&#8217;altra e-mail di un amico di Torino che alla fine diceva:<br />
&#8220;Ma quello che fanno vedere in t.v. dall&#8217;interno come lo vivete?&#8221;</p>
<p>In pratica sono allibiti, hanno dubbi se i media esagerano o meno.Mi chiedono se è vero che sia proprio così.</p>
<p>Credo che tra un po&#8217;, mi chiederanno di andare a vivere a casa loro per dalvarmi la vita :O).<br />
Che tristezza, e dire che tutti quelli del nord e centro che conosco, amano questa città, hanno amici napoletani, o hanno conosciuto nelle loro città napoletani;ci adorano e vorrebbero venire qui.<br />
Ma che inviti vuoi fare?<br />
Io gli dico di stare lontano da qui,poi se la città verrà pulita gli affitterò stanze in un b&amp;b al vomero.Terrorizzata di lasciarli soli per strada.</p>
<p>Ma quale &#8220;invita un amico&#8221;, io l&#8217;invito a non venire.</p>
<p>Ci vediamo dopo,vado dal mio pusher nicotina.<br />
Baci e abbracci.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Tambaro</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-1/#comment-12797</link>
		<dc:creator>Franco Tambaro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 16:13:54 +0000</pubDate>
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		<description>@ Filippo, sei un grande, ma...dovremmo scrivere all&#039;attuale e pure al precedente Presidente del Consiglio...la vedo troppo complicata...!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Filippo, sei un grande, ma&#8230;dovremmo scrivere all&#8217;attuale e pure al precedente Presidente del Consiglio&#8230;la vedo troppo complicata&#8230;!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo Di Carlo</title>
		<link>http://www.antoniobassolino.it/index.php/2008/05/28/violenza-sui-rom-facciamo-in-modo-che-non-accada-piu/comment-page-1/#comment-12795</link>
		<dc:creator>Filippo Di Carlo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 16:07:53 +0000</pubDate>
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		<description>Frequentatori del Blog
Napoli è una città all&#039;avanguardia nel presentare i problemi. 
E&#039; riuscita a far prendere coscienza al mondo intero che i rifiuti esistono e non scompaiono.

Napoli è una città all&#039;avanguardia. 
E&#039; riuscita a dimostrare che giudicare le persone per luogo di nascita o etnia non è sbagliato.
Se i napoletani non sopportano i Rom perchè i Trevigiani devono sopportare i Napoletani?

A mio modo di vedere bisogna prendere coscienza che sono aspetti diversi dello stesso vuoto di senso che si è creato con la caduta delle ideologie.

Reagiamo non in base ad una etica ma solo offrendo una reazione immediata di difesa.

Non è certo trascurando i Rom che si risolve il problema immondizia.

Non è certo facendo finta di non vedere che la spazzatura scompare.

Bruciare i campi Rom è come ammazzare un tipo perchè porta il codino.

Non realizzare discariche a norma è come far finta che i rifiuti non esistano.

Se tutto ciò accade davanti ai nostri occhi SIAMO TUTTI RESPONSABILI NESSUNO ESCLUSO.

Se lasciamo che ci siano azioni del genere senza condanna allora aspettiamoci che un giorno possano bruciare la nostra casa perchè siamo napoletani o di scoprire come hanno a fatica scoperto in abbruzzo che la nostra acqua è inquinata.

Sì ma noi che possiamo fare?

Chi di voi conosce avvocati per intentare una class action contro la Fibe-Impregilo?

E&#039; possibile chiedere i danni a questa impresa per il disagio sociale morale di vivibilità che la sua cattiva conduzione di un opera pubblica ha provocato in tutti i cittadini napoletani e campani?

Perchè non inondiamo di e-mail il sito del presidente del consiglio dove i napoletani che l&#039;hanno votato e quelli che non l&#039;hanno votato esprimono la loro rabbia perchè sono privi del diritto di sapere visto che su alcune scelte civili c&#039;è il segreto di stato (vedi discariche e loro contenuto)?

Perchè non inondiamo di e-mail il sito del sottosegretario Bertolaso dicendogli che vogliamo la raccolta differenziata subito e se non parte vogliamo sapere il perchè?

Perchè non chiediamo che si spendano soldi per finanziare un festival Rom per conoscere usi e costumi di questo popolo. Non si teme ciò che si conosce.

La gente di Chiaiano quando ha isolato la violenza ed ha chiesto con ostinazione che vengano rispettati i loro diritti di cittadini credo che qualcosa lo ha ottenuto.

INSIEME SI PUO&#039; DA SOLI NO&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Frequentatori del Blog<br />
Napoli è una città all&#8217;avanguardia nel presentare i problemi.<br />
E&#8217; riuscita a far prendere coscienza al mondo intero che i rifiuti esistono e non scompaiono.</p>
<p>Napoli è una città all&#8217;avanguardia.<br />
E&#8217; riuscita a dimostrare che giudicare le persone per luogo di nascita o etnia non è sbagliato.<br />
Se i napoletani non sopportano i Rom perchè i Trevigiani devono sopportare i Napoletani?</p>
<p>A mio modo di vedere bisogna prendere coscienza che sono aspetti diversi dello stesso vuoto di senso che si è creato con la caduta delle ideologie.</p>
<p>Reagiamo non in base ad una etica ma solo offrendo una reazione immediata di difesa.</p>
<p>Non è certo trascurando i Rom che si risolve il problema immondizia.</p>
<p>Non è certo facendo finta di non vedere che la spazzatura scompare.</p>
<p>Bruciare i campi Rom è come ammazzare un tipo perchè porta il codino.</p>
<p>Non realizzare discariche a norma è come far finta che i rifiuti non esistano.</p>
<p>Se tutto ciò accade davanti ai nostri occhi SIAMO TUTTI RESPONSABILI NESSUNO ESCLUSO.</p>
<p>Se lasciamo che ci siano azioni del genere senza condanna allora aspettiamoci che un giorno possano bruciare la nostra casa perchè siamo napoletani o di scoprire come hanno a fatica scoperto in abbruzzo che la nostra acqua è inquinata.</p>
<p>Sì ma noi che possiamo fare?</p>
<p>Chi di voi conosce avvocati per intentare una class action contro la Fibe-Impregilo?</p>
<p>E&#8217; possibile chiedere i danni a questa impresa per il disagio sociale morale di vivibilità che la sua cattiva conduzione di un opera pubblica ha provocato in tutti i cittadini napoletani e campani?</p>
<p>Perchè non inondiamo di e-mail il sito del presidente del consiglio dove i napoletani che l&#8217;hanno votato e quelli che non l&#8217;hanno votato esprimono la loro rabbia perchè sono privi del diritto di sapere visto che su alcune scelte civili c&#8217;è il segreto di stato (vedi discariche e loro contenuto)?</p>
<p>Perchè non inondiamo di e-mail il sito del sottosegretario Bertolaso dicendogli che vogliamo la raccolta differenziata subito e se non parte vogliamo sapere il perchè?</p>
<p>Perchè non chiediamo che si spendano soldi per finanziare un festival Rom per conoscere usi e costumi di questo popolo. Non si teme ciò che si conosce.</p>
<p>La gente di Chiaiano quando ha isolato la violenza ed ha chiesto con ostinazione che vengano rispettati i loro diritti di cittadini credo che qualcosa lo ha ottenuto.</p>
<p>INSIEME SI PUO&#8217; DA SOLI NO&#8217;</p>
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