di Aurelia Del Vecchio

A proposito di sindaci e di strumentalizzazioni e manomissioni politiche, calza a pennello citare il Sindaco di Ariano Irpino, paese dove la scorsa estate andò in onda una drammatica protesta contro la discarica locale e dove dai manifestanti venne aggredita, a calci e pugni, l’auto dell’allora Commissario Bertolaso. Il quale di lì a poco si dimise dall’incarico. E fu necessario l’intervento del Presidente Napolitano, per ristabilire l’ordine e stilare una parvenza di tregua.

Oggi, quel Sindaco, esponente di Forza Italia, afferma che il vento è cambiato, essendo il Paese finalmente governato dalla destra. Per tale motivo, egli si defila dalla lotta ad oltranza, onde non danneggiare il proprio governo di riferimento. Mentre per costui era stato giusto mettere in difficoltà l’esecutivo, presieduto da Prodi, e l’intera Campania, avvalendosi della forza della sua azione amministrativa locale, spinta fino agli estremi.

Credo che sia moralmente eccepibile e disgustoso lucrare politicamente intorno ad una emergenza come quella dei rifiuti. Ma ciò è avvenuto, in maniera manifesta ed anche sibillina e c’è il sospetto che ancora avvenga. Infatti, un primo risultato si è ottenuto: la destra ha vinto le elezioni politiche e amministrative, laddove la responsabilità per la crisi dei rifiuti erano da ripartire equamente tra più di un soggetto in campo.

Dopo un netto miglioramento nello smaltire tonnellate di spazzatura e le rassicurazioni da parte del Commissario De Gennaro, sul fatto che non vi sarebbero state ulteriori ricadute negative, ecco che, con impressionante cronometria, la situazione degenera ancora una volta e siamo di nuovo in una grave emergenza. E pare che il piano di De Gennaro, volto alla radicale soluzione del problema, pur con i sostanziosi finanziamenti stanziati dal precedente governo, sia stato stravolto.

Da chi e perché? Non vorrei che tutto il merito di una eventuale e definitiva soluzione del problema dei rifiuti, fosse tenuta in serbo, esclusivamente a beneficio del vincitore delle elezioni del 13 e 14 aprile. In TV quest’ultimo ha dichiarato se stesso in “odore di santità”, per cui, nel caso di una vittoria anche sulla spazzatura, si potrebbe addirittura parlare di primo miracolo effettivo, utile per la piena beatificazione. Un consiglio: non urtare la suscettibilità di San Gennaro e conseguentemente del Cardinale Sepe.

Al di là dell’ironia, se tutto ciò fosse vero e non ipotetico e quasi iperbolico, sarebbe un’ulteriore riprova della già citata “strategia della tensione”, applicata alla “monnezza”. Così come il Governatore Bassolino si augura il rapido svolgimento e la conclusione del processo, che lo vede coinvolto, allo stesso modo mi auguro chiarezza e fattività da parte delle autorità investigative e della magistratura sugli aspetti più inquietanti, emersi dall’emergenza rifiuti. Perché tutto non può racchiudersi e diluirsi nel “ridotto” del processo a Bassolino.

E che si liberino una volta per tutte le strade della Campania dalla spazzatura. Ma ciò non può avvenire allentando l’insieme di regole valide per tutti e lasciando cadere il significato intrinseco della democrazia. Di fronte a ciò non c’è crisi che tenga ed è cosa irrinunciabile per cittadini, istituzioni e parti politiche.