Nessuna fuga

A.B.
31-05-2008 | 18:43
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Il Corriere della Sera di oggi riprende e commenta il nostro blog. Ci fa piacere perché è un segnale d’attenzione verso tutti noi. Nell’articolo si parla anche di “fuga dal Professore” ma, per la verità non era affatto questa la mia intenzione. Tutt’altro. Il mio invito a non ripetere quanto avvenuto con il decreto Prodi è un riferimento critico alla eterogeneità, che a volte diventava addirittura inconciliabilità di posizioni, della vecchia coalizione dell’Unione.  A questa eterogeneità si aggiungeva poi l’estrema fragilità della maggioranza parlamentare, che poteva contare soltanto su due voti in più al Senato.

Il problema era dunque la frammentazione e la mancanza di coesione, non certo la linea di Romano Prodi, verso il quale forte è sempre stata, fin dal lontano 1996, e continua ad essere la mia stima.

Oggi vi sono condizioni politiche e parlamentari per attuare le decisioni e gli interventi necessari ad uscire dall’emergenza. E’ dunque doveroso andare avanti nell’interesse dei cittadini e per salvaguardare la civiltà di Napoli e dell’Italia.

Io vivo a Marano e me ne vergogno

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30-05-2008 | 20:47
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di Paolo Russo

Io abito a Marano. E me ne vergogno. Vivo a Napoli, lavoro quando posso, studio comunicazione digitale e sociologia. Ogni sera torno a casa, ma mi vergogno di dirlo. Io vivo tra tre discariche: quella di Villaricca, da anni sversatoio a cielo aperto i cui miasmi arrivano fino a casa mia, in collina a dieci km di distanza. Figurarsi le migliaia di cittadini che passando sulla circumvallazione esterna o sull’asse mediano si scontrano con i fumi e i miasmi. Io mi vergogno per questo. Io vivo a Marano. Dall’altra parte della collina c’è Pianura, un’altra grande discarica. Da lì non arrivano puzze o fumi. Forse perchè non scavalcano la collina. Ma cartelle cliniche, dati, foto di giovani morti di malattie incurabili. Io mi vergogno ancora. Per non aver mai voluto sapere niente. E per non aver fatto nulla per evitarlo. Leggi tutto »

I “signori della guerra” di casa nostra

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30-05-2008 | 20:31
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di Francesco Gianpaolo

Il 2 luglio 1993 alcuni reparti italiani impegnati nella missione di pace in Somalia stavano svolgendo un rastrellamento a Mogadiscio alla ricerca di armi. La missione era delicata, ma importante per portare la pace nella zona. Ad un certo punto in una zona denominata “CHECK POINT PASTA” le milizie dei ” signori della guerra” con l’ausilio della popolazione civile, facendosi vigliaccamente scudo con donne e bambini, attaccarono le nostre truppe di pace. Queste ultime pur avendo le armi per difendersi dovettero subire gravi perdite per non colpire donne e bambini. La trama è la stessa degli eventi che si sono verificati nella nostra Somalia che si chiama Napoli, e specificamente Chiaiano, Marano , Mugnano, Calvizzano. Leggi tutto »

La dignità di Napoli e il giornalismo catastrofico

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30-05-2008 | 20:17
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di Lino D’Antonio

E’ da registrare un articolo, in pagina nazionale de “La Repubblica” del 27 maggio, a firma Giuseppe D’Avanzo, “La città che gioca con i suoi vizi”, che sembra a me e non solo la cosa più violenta ed indegna che sia mai stata scritta sulla città di Napoli. E’ acclarato che la città viva una drammatica emergenza, ma la stampa nazionale, con cinismo, provvede sistematicamente ad oscurare, frammentare, disperdere ogni appiglio di una ripresa , che senz’altro ci sarà. Cosa che però non piace ai media del nostro Paese. Leggi tutto »

A proposito di Real Albergo dei Poveri…

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30-05-2008 | 19:55
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di Ciro Vallone

Visto che i progetti futuri dell’ex Albergo dei Poveri sono al di là da venire (si parla di ipotetica “Città dei giovani “, che, forse, vedranno i nostri pronipoti, se tutto va bene) la domanda sorge spontanea: poiché è evidente la congestione, in prossimità delle istituzioni cittadine (provincia, comune e regione), di cortei e caos quotidiano che bloccano mezza città, non si potrebbe delocalizzare le istituzioni nella struttura borbonica che, tra l’altro, oltre alla capienza smisurata, ha una facciata monumentale che darebbe una solennità alle stesse istituzioni? Oltre al fatto che è in una piazza grande collegata a tangenziale e strade a scorrimento veloce. Ma, visto il nostro antico masochismo, credo che la mia resterà lettera morta.

Gli extracomunitari non spendono qui da noi

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30-05-2008 | 19:52
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di Loredana Vincenzi

Non mi sembra giusto che gli extracomunitari vengano a lavorare in Italia per tre mesi e poi tornino al loro paese e noi diamo loro la disoccupazione. Spendono quindi i soldi non solo dello stipendio ma anche della disoccupazione nel loro paese. Inoltre è una grossa spesa per il nostro bilancio economico.

Il blog mi ha fatto male

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30-05-2008 | 19:47
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di Salvatore Cuoco

Io, napoletano trapiantato a Roma da oltre 20 anni, quando ho letto l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia sul Corsera ho passato la giornata a pensare a come confutare le tante affermazioni che mi hanno offeso e non stimolato a particolari riflessioni. Forse perchè io non vivo di politica e quindi non ho interessi da tutelare. Leggi tutto »

Come un re, lei dovrebbe abdicare

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30-05-2008 | 19:47
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di Federico Hohenstaufen

Senza polemiche, ma vorrei sapere perchè anche un monarca, quantunque scevro da responsabilità dirette di fronte all’impossibilità della risoluzione di un problema grave, abdica e perchè lei non si sente in dovere di dimettersi vista che la sua importanza è paragonabile, con le dovute differenze, a quella di un re travolto da problemi che non sono, mi lasci dire, alla sua portata. Nella vaga speranza che questo commento venga pubblicato porgo saluti.

Rifiuti, non stravolgere il decreto

A.B.
29-05-2008 | 17:42
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E’ cominciato oggi l’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto rifiuti adottato dal Governo nel Consiglio dei Ministri di Napoli. E’ un passaggio delicato. E’ decisivo che l’impostazione del decreto non venga stravolta nel dibattito in Parlamento. Si potranno certamente apportare miglioramenti e affinare alcune misure, si potranno recepire indicazioni fornite dalle Camere e dai diversi organi dello Stato coinvolti nello sforzo di uscire dall’emergenza.

Ma bisogna evitare di cancellare o di sminuire la novità più forte introdotta dal decreto: creare le condizioni necessarie per realizzare concretamente le decisioni prese dal Commissariato e dal Governo.

Sappiamo bene, infatti, che in tutti questi anni le decisioni non sono mancate. La linea da seguire è stata ribadita, anche sul piano legislativo, più volte. Discariche a norma, raccolta differenziata, termovalorizzatori. Così come non è mancata l’indicazione formale di siti adatti ad accogliere impianti e di criteri per la loro selezione e gestione. Il problema è sempre stato quello di dare attuazione operativa alle decisioni. Alla luce delle difficoltà di questi anni, il Governo è intervenuto con nuove misure, sia sul piano dell’ordine pubblico e del presidio degli impianti, sia sul piano normativo.

E’ fondamentale che non si ripeta quanto accaduto in passato, l’ultima volta con il decreto varato dal Governo Prodi nel maggio scorso, che uscì dalla conversione in legge fortemente modificato e depotenziato. Abbiamo invece bisogno di uno Stato capace di far prevalere l’interesse generale.

In questo senso l’editoriale – critico e intelligente – di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di oggi, pone due questione cruciali, che sono state alla base del mio impegno personale. La prima è che per il Mezzogiorno il problema non è tanto – o non solo – di risorse, ma che “contano forse anche di più la correttezza e la capacità amministrativa, la cultura civica, il senso della legalità e dello Stato, lo spirito d’iniziativa”. Questa consapevolezza è stata la molla fondamentale della mia esperienza da sindaco di Napoli prima e da presidente della Regione poi. Il problema serio, a mio avviso, è che il nuovo spirito civico che a Napoli si è fatto sentire negli anni ‘90 non si è incontrato con un nuovo sviluppo economico.

Il secondo passaggio è quello in cui si torna sulla “richiesta, non di più soldi, ma di più Stato: non lo Stato keynesiano bensì quello del monopolio della forza da invocare, magari, contro la propria stessa società”, per far prevalere su tutto – aggiungo io – gli interessi della collettività. E’ giusto.

Riaffermare la presenza dello Stato, rilanciare lo spirito civico e dare una nuova prospettiva economica al Mezzogiorno è la grande sfida che tutti abbiamo di fronte, a Napoli e a Roma.

Costruire la convivenza

A.B.
28-05-2008 | 19:23
58 commenti »

Oggi a Ponticelli qualche delinquente ha incendiato uno dei campi rom risparmiati dalle fiamme dei giorni scorsi. Ancora una volta siamo chiamati tutti a fare i conti con un’esplosione di intolleranza gravissima, che dopo tante giuste polemiche e denunce, e dopo anche assurde giustificazioni, continua a covare sotto la cenere di quei roghi.

Innanzitutto dobbiamo impegnarci per evitare che si scateni nuovamente quella violenza. Dopo gli attacchi e la fuga dei nomadi da Ponticelli, rischiamo infatti di vedere quelle tensioni trasferirsi in altre zone della città, magari già afflitte da situazioni di degrado.

Per questo, subito dopo gli incendi, la Regione ha convocato un tavolo a cui, oltre a rappresentanti della Prefettura, del Comune e della VI Municipalità, partecipano Opera Nomadi, Sant’Egidio, Caritas, da tempo in prima linea per costruire una convivenza più giusta tra cittadini italiani e minoranze straniere. Abbiamo dato il via a interventi speciali per ripristinare un quadro igienico-sanitario accettabile in punti ritenuti nevralgici, impiegando anche mezzi della protezione civile regionale.

Per trovare risposte adeguate alla questione l’assessorato alle Politiche Sociali ha attivato due gruppi di lavoro, uno per le problematiche logistiche, uno per quelle giuridiche. Da un lato si tratta di individuare aree o strutture disponibili per accogliere gli insediamenti in modo dignitoso. Dall’altro vanno sostenuti legalmente, prima di tutto, coloro che giungono qui da Paesi in cui sono oggetto di discriminazione e persecuzione.

Bisogna fare in fretta e collaborare per garantire accoglienza e sicurezza. Ne ho parlato oggi col ministro Maroni, che mi ha telefonato per uno scambio di informazioni e di idee in relazione alla prossima ordinanza di Protezione Civile che nomina il prefetto Pansa commissario ai Rom.

Per andare avanti in modo giusto, accanto alle attività del Commissariato, saranno indispensabili politiche attive del Governo e di tutte le istituzioni locali, iniziative delle associazioni e del volontariato, un forte investimento sulla scuola come grande luogo di dialogo e di inclusione.

Un luogo in cui i nostri figli costruiscano assieme ai figli dei cittadini immigrati e, sempre di più, assieme ai figli dei Rom una società più aperta e consapevole di quella in cui viviamo noi.

Negli occhi, infatti, scorrono ancora le immagini dei bambini Rom spaventati davanti alle fiamme, i loro volti impauriti e, per contrappunto, le brutte facce rabbiose ed invasate di teppisti e di camorristi che infierivano sugli accampamenti. Quelle immagini tolgono il respiro. Facciamo in modo che non accada mai più

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