di Paolo Minieri
Mi aspettavo un blog agiografico. Non so, forse, una lunga elencazione di risultati straordinari, una facile celebrazione autoreferenziale. In parte l’ho trovata sul blog di Antonio Bassolino. Ma andiamo, chi pubblica qualcosa col proprio nome, chi si mostra in peno, non ha sempre un’aureola da primo della classe? Chi non cade nella trappola della vanità? Siamo qui per essere visti e facciamo vedere quello che vogliamo, le parti che crediamo le più nobili.
In definitiva non ci si può aspettare da un blogger di un amministratore pubblico una seduta di autoanalisi con le foto che ci mostrano stesi sul lettino mentre un barbuto specialista prende appunti distrattamente. Eppure sono molto sorpreso. I contenuti sono, come notavo, legittimamente partigiani. Ma i commenti dei lettori sono tutti ora risentiti, ora avversi, ora apertamente denigratori. Tutti (o quasi) fortemente schierati contro il Governatore in modo netto e irrevocabile.
Il blog dunque assume, dalla parte dell’utente, una funzione catartica. Visto che esiste una realtà manipolata dal politico, visto che il ceto dirigente si autoassolve, visto che a Roma passa nel PD una linea giustificatoria, io cittadino utente vengo a dirtele a casa tua. E le dico tutte.
I lettori scatenano la propria frustrazione non più sulle colonne dei quotidiani. Là le critiche e le lamentele diventano litanie e quasi non si notano più. I lettori vengono qui sul blog personale di Bassolino e forse raggiungono una pacificazione momentanea. Hanno potuto cantargliele sotto il balcone di casa. La mia realtà non è cambiata ma mi sento meglio.
Eppure mi pongo una domanda. Tale sequenza imbarazzante di requisitorie stizzite è pubblicato dagli editori in piena consapevolezza degli umori grevi che si levano contro il Governatore? E’ questo un abbraccio tollerante al proprio pubblico deluso? Oppure, molto più semplicemente, chi scrive non legge? Chi manda i segnali non si abbassa a leggere il feedback?
Sono molto curioso di conoscere il punto di vista personale del blogger e dei suoi autori e mi confesso dilaniato amleticamente da questo dubbio: sono di fronte a degli svogliati, oziosi anche nel promuovere se stessi o mi trovo di fronte a un genio che si vuol rigenerare in un franco e doloroso bagno nei veri sentimenti dei suoi cittadini amministrati? Almeno questo.

