di Lino D’Antonio e Aurelia Del vecchio

In queste ore e nelle prossime si avranno a profusione commenti e analisi sul voto. E a iosa ci saranno colpevolizzazioni sulla sconfitta elettorale soprattutto nei confronti di Veltroni. Invece è proprio questo il momento di rendere forte il progetto democratico, nel rispetto di tutti gli elettori e militanti, che oggi, più che mai, credono fortemente in esso.

L’errore più grande sarebbe quello di distendersi proni, in queste ore, al via vai mediatico, il quale può inficiare, quasi annullare quello che si deve fare per l’immediato futuro. Diciamo questo perché è già avvenuto in passato e ci sono voluti anni per lo schieramento progressista, per riprendersi dalle sconfitte subite.

Viene subito da pensare che tu, Walter insieme con gli altri, hai coraggiosamente provveduto a semplificare ed ammodernare la politica italiana, ma il frutto è stato poi colto dalla destra, con l’evenienza grave che dal Parlamento sparissero sia la sinistra Arcobaleno che il Partito Socialista. E sembra del tutto compresso e non significativo il progetto centrista di Casini e della Rosa Bianca.
A proposito di queste elezioni, sarebbe il caso di sottolineare la chiarezza e la serenità, in cui si sono svolte le operazioni di spoglio e di conteggio delle schede, nonché la loro rapidità, senza gli inceppi del 2006 e senza che il ministro Amato si recasse nell’abitazione privata del Presidente del Consiglio. Tanta limpidezza e tanta celerità oggi, tanta ambiguità, ritardi e stranezze nella passata tornata elettorale, con Berlusconi a capo del governo e Pisanu agli interni.

Senza nulla togliere alla netta vittoria della destra, crediamo che, da cittadini elettori, si possa esprimere tutta l’amarezza e la preoccupazione per questa affermazione di un leader, intorno a cui possono essere mantenute tutte le perplessità, rimanendo egli proprietario di media ed alleato di un partito come la Lega Nord, dalla forte connotazione xenofoba e secessionista. Ed esprimere un giudizio severo su quanti hanno affidato la loro fiducia a Berlusconi e company, soprattutto nelle regioni meridionali, dove con superficialità si è sottovalutato il peso politico decisionale e la piena facoltà di veto proprio della Lega Nord.

Crediamo che nessun commentatore oserà parlare o dissertare sul popolo sovrano, che sceglie in tutta libertà. Ma è proprio tassativamente impossibile parlare dei valori o non valori, che hanno ispirato tale popolo? Basta aver seguito con attenzione la campagna elettorale del cavaliere, per rimanere sconcertati non solo dal punto di vista democratico e del rispetto istituzionale, ma anche economico e dello sviluppo, al di là delle ricette miracolistiche. Il nostro Paese infatti, continuerà ad essere, anche sotto il suo governo, il fanalino di coda dell’Europa, ma l’ineffabile cavaliere, dirà che l’Italia è al top, aiutato in ciò dalla stampa e televisioni non più arcigne e ipercritiche come al tempo del governo Prodi.

Per un rilancio, anche dall’opposizione, perché non partire proprio dai valori fondanti della nostra democrazia, senza passare per la cattiva pancia della gente e senza assecondarla nei suoi moti più inquietanti? Pensando che ci avviamo verso un non chiaro “ventennio berlusconiano” e capendo finalmente che il berlusconismo non è più un fenomeno ascrivibile al solo ambito politico, ma un aggregante movimento culturale di massa. Che deve essere affrontato, combattuto con un altrettanto progetto politico-culturale di segno diametralmente opposto.

Tra noi, nel Paese ci sono tutte le energie per farlo e per aggregare, solo che il PD non deve commettere l’errore di chiudersi in un proprio, esclusivo recinto, ma guardare oltre, nella prospettiva di ampliarsi all’interno della società italiana e delle sue molteplici sfaccettature.
Cordiali saluti da Aurelia del Vecchio e Lino D’Antonio (da Bagnoli, ex quartiere operaio di Napoli, dove il risultato del PD si è attestato intorno al 51%).