di Marcello D’Ambrosio

Leggo dell’idea di Walter Veltroni:”Una Bocconi per i giovani del Mezzogiorno”. Leggo e vedo me stesso, il mio futuro. Laureando in Ingegneria, alla Federico II di Napoli, mi avvicino con angoscia al giorno della laurea.

Ricordo ancora le parole di Mario Raffa, fondatore del corso di laurea in Ingegneria Gestionale a Napoli, tra i primissimi attivati nel Mezzogiorno: “Abbiamo creato un percorso di studi troppo innovativo per la realtà dell’economia del Sud Italia: le imprese campane non hanno ancora bisogno di queste competenze”. Questo circa dieci anni fa, quando la Federico II “immetteva” sul mercato del lavoro i primi ingegneri gestionali e quel corso di laurea era una scommessa per chi, come me, decideva di iscriversi, consapevole di fare una scelta fuori dagli schemi. Una scommessa vinta a metà. Vinta per gli ingegneri gestionali. Non per gli ingegneri gestionali campani. Attualmente, stando alle statistiche, “siamo” le figure più richieste sul mercato. Ma questa regola sembra subire un’eccezione geografica per la Campania. Anni di studio, competenze di altissimo livello, grazie a docenti di qualità indiscutibile che mi fanno pensare che forse una Bocconi del Sud esiste già, ed è rappresentata, in Campania, dai nostri Atenei. Eppure tutti noi, prossimi alla laurea, siamo consapevoli di dover lasciare la nostra terra: ci sparpaglieremo tra Milano, Roma, Bologna, l’estero. Faremo la fortuna di qualche grande gruppo con sede a Roma o di qualche industria del nord est. I nostri figli non potranno capire che significa “Jesce Sole”, al massimo torneranno nei luoghi d’origine dei genitori a Natale. La Regione più giovane d’Italia man mano perderà la parte più qualificata della propria popolazione. Non è disfattismo. Non è l’ennesimo j’accuse al Governatore. E’ un modo per dire a Veltroni che deve avere il coraggio di puntare sulla questione meridionale, di farne la parola d’ordine di questi ultimi giorni di campagna elettorale. Di superare gli imbarazzi ed affrontare la situazione. E per dire a Bassolino che invece di rispondere ad ambigue dichiarazioni del Segretario del PD su eventuali dimissioni, apra un dialogo, anche forte e aspro, con il suo Partito per riportare il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica. E fare in modo che queta crisi si trasformi in un’opportunità.