di Vincenzo Molisso
Dispiace davvero la situazione umana e politica del Governatore. Oggi è semplice fare accuse e chiamarsi fuori, a me interessa la vicenda di un un uomo che per un pezzo di storia partenopea ha rappresentato un modello di buon governo e di sano decisionismo in una regione abituata ai balletti di poltrone ed ai ricatti della piazza e della politica per non dire della mala.
Ricordo ahimè con sgomento i giorni belli del rinascimento (era il 1994) quando esisteva il pensiero unico bassoliniano e tutti propri tutti (intellettuali, imprenditori, professionisti) pronti a correre in soccorso del vincitore (quanto aveva ragione Flaiano!) ed ora? Il Governatore aveva creato un vero Socing (di orwelliana memora) che tutto controllava e tutto vedeva (l’università, le professioni addirittura l’imprenditoria) insomma un vero monopolio culturale nello spirito più “gramsciano ” possibile.
Tale monopolio ammetto è stato forse necessario per zittire quella plebaglia fatta di mercenari e servi sciocchi che girano intorno alle stanze del potere (penso alle organizzazioni di categoria datoriali ma anche ahimè ai sindacati dei lavoratori) ma non tollero che proprio costoro oggi accusino A.B. Una condanna del politico Bassolino è una condannna della società napoletana, una condanna senz’appello per una città ed una regione incapaci di produrre dissenso ed allo stesso tempo di essere fautrici di un autencico riformismo.
Faccio delle conclusioni a questo punto inevitabili e mi rivolgo ai tanti addetti ai lavori (consiglieri di amministrazione, amministratori delegati, revisori, consulenti etc.), ma la condanna del Governatore non mette in mora tutti noi? Non sentiamo il bisogno di gridare al mondo che forse la colpa di questi è colpa della nostra imperizia e della nostra incapacità di produrre politica e “public choices”coerenti
Cito il caso della condanna alla della Corte dei Conti in danno del ” nostro” nel caso PAN. Conosco la vicenda da addetto ai lavori, ma è mai possibile che nessuno alzi la voce e dica quello che è accaduto è stato un classico esempio di scelta “condivisa” con altre forze politiche, sindacali e non ultime, istituzionali a vari livelli. Insomma perchè non dire che Il Grande Fratello bassoliniano aveva davvero il consenso di tutta una pletora interessi e mi fa rabbia che come ogni 8 settembre che si rispetti questa vandea di opportunismo si ricicli con qualcun altro.
Allora Io vado controcorrente stavolta e spero che il Presidente della Giunta Regionale della Campania dimostri prima la propria innocenza (perdio ci mancherebbe altro) e poi faccia un analisi su quello che ha generato il caos attuale. Magari facendo meno il decisionista ed ascoltando più voci in maniera dialettica mandando a casa questi ometti che lo hanno circondato in tutti questi anni.

