di Pierluigi Cerato
L’ennesima crisi nella raccolta dei residui solidi urbani in Campania, ha avuto caratteristiche nuove che hanno fatto assomigliare i disordini che si sono verificati a Pianura alla rivolta delle periferie che ha colpito qualche mese fa Parigi.
La “monnezza” è solo l’ultimo campanello di allarme di una sofferenza cronica che coinvolge le nostre periferie ma soprattutto la periferia di Napoli.
Il male è più vecchio e passa attraverso le discariche abusive dei rifiuti tossici industriali, la crisi della diossina di un paio di anni fa, la presenza negli stessi territori di discariche, miste a siti di stoccaggio di ecoballe.
La richiesta di riaprire la discarica di Pianura è sembrata ai suoi abitanti la definitiva condanna ad abitanti di serie B, dotati di meno diritti degli altri e, quindi, proprio per questo destinatari della monnezza dell’intera città.
La trattativa, il colloquio, l’appello ed il confronto della politica con i cittadini, devono riguardare a mio parere un percorso di modernizzazione e di messa in sicurezza del proprio quartiere, per renderlo più vivibile e più accogliente, come una strada dei quartieri alti.
La strada della determinazione della tossicità ambientale, attraverso ricerche mirate sul suolo, le acque, i prodotti della terra (frutta e verdure) e le persone è altrettanto insidiosa: la diossina c’è a Pianura come a Giugliano, Acerra, etc., ma da dove viene? Dai rifiuti tossici industriali sepolti nei decenni scorsi ovunque nella provincia di Napoli, con l’accordo della camorra, dalle discariche, dalla modifica della struttura sociale di questa area che da agricola è, velocemente, passata ad area post- industriale, oltre ad una inurbazione talmente rapida da portare gli abitanti della provincia di Napoli ad essere una volta e mezzo agli abitanti della città, che invece, come in tutta Europa sta perdendo abitanti.
La strada della determinazione della diossina nell’ambiente richiederà un deciso intervento di sanificazione delle aree interessate; non è così chiaro che cosa porterà la determinazione individuale dei livelli di diossina nel sangue, visto che mancano dati scientifici in materia.
Tutto questo rischia di produrre disorientamento, disinformazione, paura generalizzata, tutti cattivi consiglieri per un decisionismo in questo momento necessario per risolvere quello che oggi è il male vero, la presenza dei sacchetti sulla strada, davanti a scuole e ospedali. Risolta l’emergenza verrà il tempo della programmazione di un ciclo di trattamento finalmente moderno e definitivo.

