Le proteste che si stanno svolgendo in queste ore contro il piano De Gennaro sono sbagliate. E’ giusto dirlo con chiarezza. Sono sbagliate perché nascono sulla base di egoismi localistici. Sappiamo bene che in piazza scendono anche cittadini perbene, che protestano in buona fede. Alcuni sono preoccupati dalla riapertura di vecchi siti che credevano chiusi definitivamente. Ma il piano De Gennaro è basato su un giusto equilibrio territoriale e in questo senso prevede più stadi.
Alcuni centri sono interessati in una prima fase, altri lo saranno successivamente. Voglio però ricordare a chi protesta che ci sono territori – come quelli sede di impianti – che da diversi anni hanno dato, stanno dando e daranno il loro contributo, senza per questo cedere a paure irragionevoli. Questo perché gli impianti di smaltimento, in Campania e nel resto del mondo, non sono il male, ma possono anzi integrarsi positivamente nel sistema produttivo locale. Perciò portare bambini in strada a protestare è del tutto fuori luogo. I problemi per la salute non vengono né dagli impianti industriali, né da discariche controllate e tecnicamente attrezzate. Vengono invece dalle discariche illegali e dai rifiuti lasciati per troppo tempo in mezzo alle strade.
Bisogna andare avanti sulla linea indicata dal Commissariato, difendere la salute dei cittadini, e al tempo stesso sostenere le ragioni delle scelte fatte. L’appello alla responsabilità dei vescovi italiani, che invitano i cittadini a collaborare con le istituzioni per risolvere l’emergenza, è molto importante e va proprio in questa direzione.
Vorrei aggiungere: basta con le strumentalizzazioni politico-elettorali. Siamo ancora al paradosso. Mentre in consiglio regionale si discuteva della mozione di sfiducia presentata nei miei confronti dalla Cdl, parlamentari di centrodestra si schieravano contro le scelte di De Gennaro. Così anche qualche amministratore di centrosinistra. Non è purtroppo un caso isolato.
E’ un copione già visto. Quando viene presentato un nuovo piano tutti esprimono apprezzamento e condivisione, ma quando il piano arriva sui territori gli stessi che lo hanno applaudito capeggiano le rivolte.
Chi trae beneficio da tutta questa situazione? La camorra. Una camorra che, come dice giustamente Piero Grasso, e come viene segnalato dalle indagini della magistratura condotte in diverse regioni del Mezzogiorno, si infiltra nelle emergenze per piegarle alle sue strategie criminali, economiche e politiche. La nostra regione dunque faticherà a uscire dalla crisi rifiuti finché tutte le forze responsabili non lavoreranno di comune accordo per la soluzione dei problemi. Si lascino dunque da parte, in un momento difficile come questo, posizioni strumentali e interessi personali, per mettere in primo piano gli interessi generali dei cittadini e della Campania.

