di Giuseppe Di Cintio

Io non ci sto! Il modello di interpretazione che ci propone il presidente Bassolino è: “noi di meglio non potevamo. E’ un problema sociale e di ordine pubblico. Se le forze dell’ordine e la magistratura non fanno il loro dovere, noi amministratori non siamo colpevoli”.

Non condivido questo atteggiamento rinunciatario e difensivo: io (che voto pci/ds da oltre 30 anni) sostengo che è onere del sistema politico locale scendere in piazza, gridare in tutte le sedi, promuovere dibattiti, coinvolgere giornalisti, media, opinione pubblica, sino allo spasimo, senza mollare. E questo occorreva farlo prima, prima di abbandonare il campo (giro dei commissari e delle responsabilità).

Occorre far uscire fuori il vero problema: lo Stato no ce la fa e non vuole combattere la criminalità senza quartiere (perchè sono in gioco quantità di voti enormi), il potere politico locale è ostaggio delle criminalità allo stesso modo. In più, in Campania, la qualità dei quadri di partito è a dir poco mediocre. Chi ha capacità di pensiero e di produrre reddito non frequenta i quartieri della politica. E questo è – a mio parere- il più grave problema dei cittadini Campani: le speranze di una svolta sono minime se non nulle. La gente di qualità fugge dalla politica (soprattutto qui in Campania) e la pubblica amministrazione è affidata a soggetti che riflettono la qualità di chi li ha nominati.

Resta un fatto: l’evento rifiuti ha distrutto in un mese la reputazione dei Campani ed in misura maggiore dei Napoletani. I (pochi) centri di eccellenza Campani costruiti con tanta fatica nel quotidiano devono ora spendere energie per recuperare anziché crescere.
Che quindi tutta questa storia possa finire con una assoluzione generale non è pensabile. E’ meglio riconoscere le proprie colpe in pubblico (prima di elencare i meriti di “l’avevo detto io”) e passare la responsabilità ad altri. Quindi IO NON CI STO !