di Marcello D’Ambrosio

Poco più di un mese fa, a Dicembre, solo due o tre giorni prima che l’emergenza rifiuti campana scoppiasse in tutta la sua veemenza, ero a Napoli, al Palavesuvio, per la Giornata Nazionale del Servizio Civile.

Vi ero andato con l’associazione di volontariato alla quale dedico parte del mio tempo libero che, da quest’anno, ha attivato un progetto di servizio civile che permetterà, per 12 mesi, a 20 giovani di operare nel sociale ricevendo un piccolo compenso mensile.
Di giovani così, quel giorno, ce n’erano migliaia.
E c’erano anche Bassolino, Iervolino e Di Palma.
Da appassionato di politica quale sono, per un attimo stavo per coronare uno dei miei “sogni”: stringere la mano ad Antonio Bassolino, che mi sono trovato a due-tre metri di distanza.
Tuttavia, per un po’ di timidezza non l’ho fatto.
Ma provate a capire il mio stupore quando, dopo circa mezzora, dalla folla di giovani si sono levati i fischi indirizzati al Governatore che faceva il suo discorso.
Il giorno dopo i giornali titolavano: “Bassolino fischiato dai giovani”.
Ora io ero lì, e posso dire con certezza che quei fischi sono partiti da un gruppo di contestatori, organizzati anche con striscioni, e poi si sono estesi ai giovani presenti, molti dei quali, a mio avviso, hanno fischiato anche semplicemente per emulazione, senza un motivo preciso, senza sapere che media e avversari politici, di qualunque parte, non attendevano altro, senza dare peso a quel gesto.
Da allora ad oggi, in mezzo, la più grave crisi dei rifiuti che si ricordi.
Ora, per quanto io sia stato sempre critico nei confronti del Governatore, e lo testimoniano i miei commenti su questo blog, non posso accettare questa mistificazione della realtà, soprattutto se proviene da miei coetanei (ho 28 anni) o, peggio ancora, da più piccoli.
Che forse, proprio per la loro età, non sanno chi sono Rastrelli, Losco e che, per mancanza di informazioni, non sanno nemmeno cos’è il commissariato e chi siano Bertolaso, Pansa, Cimmino, De Gennaro.
Conoscono solo Bassolino. E’ sempre colpa di Bassolino.
E questo perchè, nell’era di Internet, i media non sono abbastanza chiari nell’attribuire le responsabilità.
E così, un uomo che, se potesse, scenderebbe in strada per risolvere questa crisi, si trova invece additato come colpevole di tutto.
E coinvolto in una crisi che poco ha a che vedere con i rifiuti, essendo squisitamente politica.
Certo Bassolino ha le sue responsabilità, certo su di lui pende un’inchiesta giudiziaria, ma come non credergli quando dichiara ai giornali: “Dal punto di vista politico che giovamento avrei avuto a far permanere la Regione nell’emergenza rifiuti?”