di Lino D’Antonio

Al di là dell’immane problema dei rifiuti, per i quali c’è la pubblica dichiarazione da parte dei vertici istituzionali di risolverlo al più presto ed in maniera radicale e che come cittadino auspico fortemente, non posso non essere preoccupato dalla situazione, che si sta creando in città.

La qual cosa dovrebbe non poco allarmare ed allertare il ministero degli Interni ed il governo nella sua interezza, in quanto non trattasi solo di una questione di ordine pubblico, dettato dall’emergenza, ma di un disegno eversivo di destra saldatasi alla malavita organizzata e messo in atto con guerriglia e sabotaggi, che potrebbero essere esportati su tutto il territorio nazionale.

I manichini, raffiguranti Bassolino e Iervolino, impiccati agli alberi di Corso Umberto, con l’incredibile assenso di un quotidiano “Libero”, che incita a praticare vere esecuzioni, gli incappucciati di Pianura, che bruciano autobus, impediscono alle autoambulanze di defluire normalmente, che picchiano commercianti locali e giornalisti e assalgono le forze dell’ordine, non sono in alcun modo l’aspetto di una normale protesta.

Se mi è concessa una raffigurazione quasi letteraria di quello che sta succedendo è quella che dal pattume della nostra storia non lontana fuoriescono grossi topi famelici. In realtà la camorra è scesa allo scoperto con i suoi “soldati” a difendere gli interessi ed una destra non propositiva ed alternativa ed in cerca di spallate di ogni tipo e che in modo indegno, si pone fuori dalla soluzione di un problema collettivo e specula politicamente sull’emergenza rifiuti, ricorrendo ad un tristo armamentario appena appena sopito. C’è il conforto comunque di Fini in “doppio petto” che tra qualche giorno sarà a Napoli per gli stati maggiori del suo partito, a porre il suo imprimatur alla situazione. Il tutto aggravato dall’ineffabilità di qualche esponente del centro-sinistra, singolarmente cieco e sordo di fronte ad una situazione così manifestamente pericolosa.

A tal proposito va anche evidenziata l’azione spericolata della Chiesa in Campania, fuori le discariche, fuori il termovalorizzatore, a dar conforto ed a lucrare consenso, in una visione politica e conflittuale dell’impegno pastorale. Il tutto alla fine contro le popolazioni campane e contro ogni soluzione per risolvere la crisi, tentandosi di fare unica bandiera di credibilità.

Scrivo al mio giornale, per rendere noto un momento di pericolo per tutti e di come sia strumentale, interessato ed altrettanto pericoloso, creare un vuoto istituzionale, chiedendo le dimissioni del Governatore, il quale negli intenti di tanti “garantisti e democratici”, dovrebbe avocare a sé le responsabilità di svariati soggetti. Quindi, un capro espiatorio a tutti i costi, che consenta a tutti gli attori in campo una nuova verginità politica.

Cordiali saluti