di Giovanni Lombardi
Caro Presidente, non possiamo che ringraziarLa dell’impegno – quotidiano e totale – che Lei ha profuso nella Sua attività di Governatore.
Ma purtroppo, a prescindere dalla responsabilità oggettiva, esiste una responsabilità morale: mi auguro che Lei sia d’accordo con noi – e parlo a nome di almeno decine di persone che conosco – ma le frasi odierne di Calderoli non possono che, purtroppo, essere condivise.
Le parla un napoletano che ha creduto nel Suo operato e non possiamo che ringrazia per il passato, ma, per il bene della città, caro Governatore si faccia da parte: tutto ciò non stà che lascerando la società civile di Napoli e, nel bene e nel male, Lei rappresenta tutti noi: le Sue dimissioni apparirebbero una rottura con tutto quello che stiamo subendo, a prescindere dalle colpe, e potrebbero essere l’inizio di un nuovo e faticoso cammino di rinascita.
Lei da buon politico, e non possiamo che averLa ammirata per questo, non può aver capito la frattura che si stà aprendo nella società civile napoletana: un Suo gesto rappresenterebbe l’ultimo scatto d’orgoglio di tutti noi.
Distinti saluti.

