Ieri mattina sono andato in un paesino del Cilento e, dopo più di due mesi, ho ripreso a corricchiare.
In una curva, passo vicino a una piccola macchina con dentro quattro signore più o meno della mia generazione. Poco dopo, la macchina torna indietro, mi si affianca. Si apre un finestrino e le signore mi dicono: “tenga duro, non si faccia intimorire”. E’ una situazione che, ultimamente, si ripete spesso – anche in diversi messaggi che ricevo sul blog – e mi fa riflettere.
Anche stavolta ho sorriso cordialmente, e ho ripreso il mio percorso chiedendomi a cosa si potessero riferire.
Alle vergognose strumentalizzazioni di Fini e di altri su una vicenda giudiziaria che ad un certo punto si concluderà, mi suggeriscono la mia coscienza e la mia fiducia nella giustizia, come le numerose altre, e cioè con la verifica della mia estraneità ad ogni forma di illegalità? Oppure a ciò che è successo nei mesi scorsi e nelle settimane scorse, con l’aspra battaglia che si è consumata attorno all’elezione del segretario regionale e del coordinatore provinciale del Partito democratico?
Comunque, sì, non mi faccio certo intimorire e tengo duro. Almeno fino a quando vi sono tante signore e tanti uomini che, pur consapevoli dei problemi enormi che abbiamo di fronte, guardano con fiducia e speranza alla nostra azione.
E’ proprio ai cittadini che penso.
Figuriamoci dunque se non guardo avanti.
A Napoli il nuovo partito, per il quale ho lavorato fin dal lontano 1996 (un Partito dell’Ulivo, allora), nasce nel modo più vecchio, con metodi lontani mille miglia dal bisogno di reinventare il rapporto tra partiti e società. Ma il senso delle istituzioni, la necessità di non farsi mai invischiare in logiche ristrette spingono a comportarsi con doverosa serietà.
Niente guerra, ma coscienza che è successo un fatto grave e che si è commesso un pesante errore politico. Voglio continuare a lavorare dunque con serenità per superare questo errore e per affermare, nel nuovo partito, una giusta cultura politica: saper parlare, più che al proprio interno, a Napoli e all’Italia.
di Pasquale Cirillo
Caro Presidente,
La nascita del Partito Democratico è un fatto importante nella storia politica italiana, perché rende più fluido il nostro sistema politico.
di Lino D’Antonio
L’edizione napoletana de “La Repubblica” del 9.12.2007, ha in prima pagina questo titolo: “Zitti che i turisti stanno tornando”.
Sono giorni importanti per Napoli e la Campania. La nostra città e la nostra regione sono chiamate a svolgere nuovamente – dopo il forum interreligioso dello scorso ottobre – il loro ruolo internazionale di crocevia tra le diverse realtà dell’Europa e del Mediterraneo. Domani infatti accoglieremo con grande gioia e partecipazione il vertice intergovernativo tra Italia e Spagna.
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di Mariano Rendina
Caro Antonio
è la prima volta che intervengo pur sguendo da molto il tuo sito.
Sono un tuo compagno di percorso da molti anni (prima tessera FGCI 1972 sez. Che Guevara). Questo solo per ricordare che “veniamo da lontano”.
di Amedeo Cortese*
Caro presidente,
volevo esprimerti la più forte e sentita solidarietà per le parole,gli attacchi immotivati e volgari ricevuti da te in questi giorni. Lo voglio fare soprattutto all’indomani delle tue parole rilanciate sui giornali in merito all’elezione del Segretario del Pd Napoletano.
di Alba Celeste
Governatore le chiedo: lei etichetta Nicolais di fare vecchia politica, di essere un trasformista e si appella all’unità del partito, alle “logiche nuove” su cui vorreste fondare, lei e De Mita, il Pd.
di Michele Brugnatti
Caro Bassolino
mi piacerebbe che il Partito Democratico (nonché il suo neo-segretario Walter Veltroni) abbia nel suo programma, l’impegno a promuovere l’Unione Europea politica e sociale.
Assieme a tanti problemi, ci sono anche buone notizie per la Campania e il Mezzogiorno.
1) Nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria approvato dal Senato, è stata accolta la nostra richiesta di non inserire i fondi europei all’interno dei limiti posti dal patto di stabilità.
di Luciano Sena
Caro Antonio,
cogliamo l’occasione, a seguito di un nostro incontro avvenuto la sera dell’elezione della coordinatrice provinciale del PD, per esternarti alcune riflessioni, che la passione, derivante da anni di militanza, ci inducono a fare.

