di Brigida Buzio
Greco di Tufo al percolato e diossina docg, questo sarà il vino che produrremo in vendemmia 2008 negli otto Comuni del Greco di Tufo. Si ricorda, caro presidente, che vino ha degustato alla mostra di Bertolucci a Castel dell’Ovo quest’anno?
Gliel’ho presentato con fierezza ed orgoglio, lei mi conosce, o meglio, riconosce il mio viso con un sorriso, ogni volta che ci incontriamo, perchè ormai sono 10 anni che la seguo e la sostengo facendo militanza nel partito. Tuttavia oggi sono delusa e amareggiata anche da lei. Come si fa a scegliere Petruro Irpino o Chianche come siti di stoccaggio ecoballe per l’Irpinia?
Come si fa a pensare di stoccare spazzatura, perchè di ecologico non c’è nulla, nel cuore degli otto Comuni del Greco di Tufo? Significa non aver mai messo piede in quelle zone, perché altrimenti si sarebbe visto che i siti scelti sono in mezzo ai vigneti, i nostri vigneti, e in mezzo alle case. Significa voler distruggere una colonna portante dell’economia dell’Irpinia e quindi della Regione Campania. Significa non poterci più vantare dei nostri vini. Che ne sarà della nostra uva? Chi di noi avrà più il coraggio di vinificarla? Chi avrà il coraggio ancora di acquistare il nostro vino e soprattutto chi avrà il coraggio di berlo ancora sapendo da dove proviene?
Non le scrivo solo a titolo personale, ma come portavoce del comitato per la difesa di Petruro Irpino e come membro del Cda del Consorzio degli otto Comuni del Greco di Tufo.
Non si capisce perchè Pansa si sia impuntato su questa zona, scartando a priori la zona nordorientale dell’Irpinia dove ci sono cave e fanghi e che sono zone disabitate per kilometri? Lo dobbiamo dire noi il perchè? E’ chiaramente una scelta politica comoda,ma assolutamente ingiusta. Ho sempre creduto in lei come una persona giusta e leale e le scrivo perchè confido nel fatto che una persona onesta, intelligente e di spessore come lei impedisca questo scempio!
La ringrazio dell’attenzione.

