di Francesco Mezzogiorno
Che canea che si sta sviluppando intorno al Napoli calcio. Dibattito sportivo, ma non meno indicativo della subalternità in cui vive il Sud. Noi abbiamo piccole tv tifose e autoreferenziali e un grande quotidiano regionale. Al nord il localismo e la partigianeria diventano invece informazione nazionale. Sicché una partita vinta dal Napoli contro la Juve grazie a due errori arbitrali diventa per le reti Mediaset e la Gazzetta dello sport uno scandalo.
Un vero processo messo su da conduttori e “intellettuali” opinionisti, tutti sostenitori del distretto calcistico Milano-Torino e tutti affetti da buchi di memoria. Nessuno che avesse detto, ad onore dello sport: “Ma questo scandalo sarebbe successo se a subire i torti arbitrali fossero stati la Reggina o il Siena o, perché no, lo stesso Napoli?”
Perché non dicono, come hanno sempre fatto, di fronte alle sviste arbitrali sempre pro-Juve-Inter-Milan, che “gli arbitri possono sbagliare?”
Chi è abituato alla superiorità nei Palazzi non può possedere il dono dell’obiettività. Rabbia quando la sorte (ancora non normalizzata) gioca contro, compiatimento per le squadre minori quando la “svista” fa ritorno a casa.
Ci vorrebbe un pò più di coraggio anche nel giornalismo sportivo di casa nostra. Meno complessi sudisti (di chi dev’essere super-obiettivo pena l’accusa del lamento) e più vocazione nazionale, facendo le pulci ai grandi saggi e ospiti fissi del circo mediatico rai-mediaset e, perché no, ristabilendo la verità storica delle “sviste”.
Non sto parlando solo di sport, ma della nostra condizione di meridionali quanto a informazione circolante.
La subalternità si rivela proprio nella rimozione dei diritti e nell’assenza di reazioni disinibite e a vocazione nazionale. Vale per lo sport e vale anche in politica, dove pare che regioni e comuni del sud siano un concentrato di mali, ruberie e abbuffate di sprechi. Campania e Napoli, poi, sono sotto torchio da un pò di tempo. Viva il giornalismo d’inchiesta, purché non faccia come quello sportivo. Che, quando ci sta il vesuvio di mezzo, si accorge che c’è del marcio e vanno puniti i trasgressori e, quando la cosa riguarda altri, si fanno leggi salvatutto. Montezemolo, nei ranghi dell’azienda più assistita d’Italia, dice ai piccoli imprenditori del sud di finirla con l’assistenzialismo. Mah!

