Stamattina Dagospia – il popolare sito di Roberto D’Agostino – ha scritto che per promuovere l’immagine della Campania nel mondo, la Regione non bada a spese, e investe ben 67,5 milioni di euro in pubblicità.

Il titolo non lascia dubbi: “Te lo do io il degrado. Bassolino spende 67 milioni di euro per reclamizzare la Campania”.

Link all'immagine ingradita dell'Home page Dagospia con l'articolo


Link all'immagine ingradita dell'Home page Dagospia con l'articolo

La realtà è un’altra. In un convegno organizzato da AssoComunicazione lo scorso 28 settembre a Napoli, è stata resa nota una ricerca sugli investimenti pubblicitari (privati e pubblici) nel Mezzogiorno in base alla quale Napoli e la Campania sono il primo mercato del Sud per questo settore, con un volume di investimenti complessivo di 67 milioni.

E’ chiaro che quei 67 milioni si riferiscono all’intero sistema produttivo della nostra regione, che mobilita importante risorse private di un tessuto vastissimo di grandi, piccole e medie aziende, oltre che di diversi enti pubblici.
Certo, accanto agli investimenti dei marchi più noti ci sono quelli della Regione, che ha il dovere di sostenere un’industria decisiva come quella turistica, promuovendo la conoscenza di un patrimonio artistico e ambientale unico al mondo.
Ma quei volumi sui primi sei mesi sono il fatturato complessivo del comparto, non certo l’investimento dell’amministrazione regionale e rappresentano un dato positivo, che dimostra una certa dinamicità del territorio (anche se la Campania risulta poi settima nella classifica nazionale, guidata dalle regioni del centro-nord).

Basta leggere l’attacco del take Ansa che correttamente riporta: La Campania è la prima regione dell’Italia meridionale per investimenti pubblicitari con un fatturato di 67,5 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno.
Appunto: la prima regione (come territorio), non la prima Regione (come istituzione)