Napoli e Venezia

A.B.
22-12-2007 | 17:33
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In un articolo pubblicato oggi in prima pagina su un importante quotidiano nazionale, si sottolinea come sia possibile gestire i rifiuti in modo efficiente e con basso impatto ambientale attraverso un’adeguata impiantistica – CDR + termovalorizzatore – e una buona organizzazione del servizio.
Alla grave situazione di Napoli e della Campania si contrappone quella di Venezia. Fatte le dovute distinzioni tra un’area turistica su cui insistono 300 mila persone e la nostra regione di quasi sei milioni di abitanti, credo che il paragone sia utile e che possa aiutarci a capire quale sia la strada giusta per risolvere il problema.
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Il Formez saluta Pozzuoli

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20-12-2007 | 17:12
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di Pasquale Cirillo*

La mancanza della politica, come momento di tutela degli interessi del territorio, ha reso Pozzuoli territorio di conquista, non essendo rappresentato nei luoghi in cui la politica stessa decide e determina.
Quando enti pubblici e mondo dell’impresa hanno poca capacità di fare sistema, così come accade nei Campi Flegrei, ci si ritrova che il consiglio di amministrazione del Formez viene trasferito da Pozzuoli a San Giorgio a Cremano, senza nemmeno informare i vertici istituzionali della nostra città.
I Campi Flegrei al pari dei paesi del Vesuviano, sono indirizzati verso un percorso di sviluppo economico, grazie allo straordinario patrimonio archeologico e paesaggistico ed alla nascita di eccellenti poli di ricerca.

Ma tutto ciò pare che il Ministro della Repubblica Nicolais lo ignori, perché a quanto pare è proprio tra coloro che hanno voluto questo spostamento, “avvicinandolo al suo territorio politico”. Da un lato si parla di mega progetti per l’occupazione come il Waterfront, contestualmente realtà consolidate nell’area, come il Formez, vengono spostate in altri posti.

Non si capisce bene come possano accadere queste cose, che hanno l’effetto di sfiduciare ancora di più il cittadino puteolano, allontanandolo dai grandi temi che appartengono alla vita del suo territorio. Credo che tutti dovremmo prestare più attenzione a situazioni come Formez, in quanto segnali di scelte calate dall’alto, che penalizzano ancora di più Pozzuoli e i Campi Flegrei.

*ex Consigliere circoscrizionale Comune Pozzuoli

Non dimentichiamo il Dalai Lama

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19-12-2007 | 14:09
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di Giuseppe Abussi

Ritengo sia un gesto giusto offrire al Dalai Lama, Premio Nobel per la pace, la possibilità di incontrare una delegazione di rappresentanti campani per poter ascoltare dalla sua voce un messaggio di speranza per l’umanità. La nostra regione martoriata nel profondo dello spirito ha certamente bisogno della linfa vitale di personaggi dall’indiscusso spessore filosofico, spirituale, politico. Una conferenza pubblica, nel nome della pace e della conciliazione, sarebbe veramente un evento atteso, sperato e voluto da una moltitudine di persone.

La memoria corta di U. Ranieri

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19-12-2007 | 14:00
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di Lino D’Antonio

Per usare un termine caro al direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco, che sul suo giornale ospita per lo più interventi contro i responsabili del governo regionale, rimango lo stesso “basito” per l’intervento dell’Onorevole Umberto Ranieri, in data 14.12.2007 e dal titolo: “E’ ora di aprire la questione Napoli”, soprattutto in merito alle sue considerazioni sulla salute dell’apparato industriale campano.

Con scioltezza di linguaggio, egli, a proposito dell’annuncio della FIAT sulla chiusura temporanea dell’ALFA di Pomigliano, ci spiega che tale evento è dovuto alla presa d’atto della storica incapacità di un cardine dell’apparato industriale di Napoli degli anni settanta di stare dietro ai vincoli di qualità e produttività. E sembra di capire, senza ombra di dubbio, che ciò abbia una ricaduta negativa nel presente produttivo della nostra regione.
Peccato che Ranieri, negli anni ottanta responsabile della Federazione del PCI di Napoli, abbia cattiva memoria. O cattiva coscienza?
Credo che sia giunto sul serio il momento di porre fine ad ogni omissione e rimozione relativamente all’ILVA – ITALSIDER di Bagnoli, stabilimento siderurgico, che sulla spinta delle epiche lotte dei lavoratori, partite proprio dagli anni ‘70, risultava essere, nel decennio successivo, il più moderno d’Europa e all’epoca della chiusura dell’area a caldo, non furono pochi a dichiarare che si andava a compiere un “delitto industriale”.

Il perché lo stabilimento fu dismesso è da ricercare non in motivazioni tecniche ed economiche. A conferma di ciò basta esaminare i resoconti aziendali, le ragioni dei lavoratori e le decisioni comunitarie. La scelta della chiusura fu del tutto politica ed ascrivibile ai governi presieduti da Bettino Craxi, di cui la corrente migliorista del PCI, della quale faceva parte Ranieri, era sodale e ne condivideva le scelte economiche.
Vale la pena ricordare, a parte il psicodramma, che coinvolse migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il danno prodotto alla città di Napoli in termini di nessun indennizzo occupazionale e diminuita vigilanza democratica.
Se non si fa, anche a distanza di anni, una seria autocritica a riguardo, nessun discorso su Napoli, diventa credibile, compreso l’intervento dell’Onorevole Ranieri, solo un’esposizione di buone intenzioni, magari anche un po’ false, usate come strumento di lotta politica all’interno del Partito Democratico proprio contro “l’operaista” Bassolino e nulla più.
Certo è che si rimane con l’amaro in bocca in presenza di rappresentanti del popolo, che attraversano le varie stagioni politiche con tale leggerezza come fa Umberto Ranieri, convinti di riuscire a riappropriarsi ogni volta di nuova verginità e certi che l’uomo della strada sia sempre propenso a dimenticare, più che a ricordare.

Incidenti sul lavoro e agire pubblico

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12-12-2007 | 15:39
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di Susi Veneziano*

Ricacciate indietro con fatica l’ira e l’indignazione, e frenata la corsa dell’intelletto alle cause e alle soluzioni, sull’ennesima “morte di lavoro” è finalmente uscita dal mio guscio la colpa.
Sono responsabile? Chi lo è? Quanto lo è chi lo è?
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Un sospetto: e se fosse tutta colpa di De Mita?

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12-12-2007 | 15:34
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di Luca de Lieto

Gentile Presidente,
la seguo con grande interesse da quando era sindaco di Napoli. Un periodo di grande stimolo per la nostra città, grazie anche alla sua accorta gestione e non solo politica.

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Italia bloccata, Forza Italia ne sa qualcosa

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12-12-2007 | 15:27
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di Aurelia Del Vecchio

Premesso che ciascuno è nel pieno diritto di esprimere le proprie opinioni. Premesso che è naturale e giusto che in politica ci sia ricambio generazionale, tanto più significativo quanto più estesa diventa la rappresentanza femminile.

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A quando le unità spinali in Campania?

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12-12-2007 | 15:23
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di Mario Estate 

Egregio presidente,
tra i primati negativi della Campania spicca il più alto tasso di emigrazione sanitaria verso le altre regioni riguardo i lesionati midollari.

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Istruzioni per un giovane che vuole fare politica

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12-12-2007 | 15:16
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di Marcello D’Ambrosio

Questo intervento vuole essere un piccolo vademecum per un giovane che vuole fare politica.
Ecco i miei consigli:

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L’altra faccia di Napoli

Redazione
12-12-2007 | 13:54
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Oggi Il Corriere della Sera ha pubblicato una lunga inchiesta sulla città. Negli ultimi cinque anni le denunce contro il racket sono aumentate di dieci volte, passando dalle 72 del 2001 alle 734 del 2006.

- L’altra faccia di Napoli. Ora il pizzo si denuncia (file pdf)

- “La crisi economica aiuta i pm” (file pdf)

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